Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- ft!l - or indivisa, or per- parti, or colla primogenitura, or col testamento corretto poi dal popolo, dal valore, o da mille casi che esprimonoalla fl ne la volont~ dì tutti. E sotto di lni le stesse guerre mu~icipali cessano, ~Iilanosi riconciliacon Pavia, Torino con_Chieri, la pace si propaga tra le città, cometra le famiglie. Indipendente come il pensiero, il signore non ob-· bedi8ce interiormente nè al papa, nè all'imper~tore; e, si scioglie da ogni antica superstizione religiosa o giuridica, pronto ad affroutareogni capo superiore con tribunizia audacia, ogni ribelle inferiore con regia pretensione~Poco gli cale la separaz;one dei due poteri; se occorre difenderà la croce colla_,spada o la spada colla croce, questi son mezzi per lui, vuol che regni la ragione. Tanta è la moledelle idee che lo agitano che egli rimane gitenzioso; ogni sua parola sarebbe bestemmia, se il suo ge8to trascend~~se la debita misura lo renderebbe esecrato come l'uomo· che avessemeditato l'esterminiodegli Deisulla piazza d'Atene. Tale è poi la differenza fra il signore ed il re, il papa, rimperatore, il podestà e tutte le altre persone giuridiche del medio evo, che il linguaggio stesso si trasforma, e che ogni scritto di que8fep~ca ci presenta uno straripamento d"immagini mitqlogiche, di esempj antichi, di memorie greche e romane come se l' intervallo del medio evo non avesse esi- ·, stilo, e come se il re Roberto o i papi d'Avignone avessero vissuto nell'era di Sofocle o di Cicerone. . . Difatto ogni grand'epoca si rivela con un c~r~ttere , letterario co~une a tutti gli scrittori suo~, e ~h~ si impadroniscedello spirito loro senza che lo sappiano, prima che lo sospettino.Nel XVIII secolo og~i scrittore parl~va dello stato ~i natura, de~l'innocenzad-ei sei-

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