~ 107 - ficenza è di mezzo fra la piccolezzae la dissipa- - . zione e proporziona le spese all'opera. - Conviene al principe es·sermagnanimo?Senzadubbio,.perchè la magnanimità lo rende impavidodinanzi al pericolo, dinanzi alle spese; non lo smove se non ·p·er grandi impr~se; lo rende aperto, gli fa disprezzarele dicerie, e non gli permettedi esser garrulo. - Cortsiglieremo noi a chi regna di propendere alla speranza o alla disperazione,di essere comenoi dician10 ottimista o pessimista? Che egli speri sempre, chi nulla spera nul,a opera; poi la speranza cerca il bene, che è difficile, arduo, futuro, possibile. - Sarà poi il principe audace o timido? Lungi da lui il pallido timore, che rende l'uomo immobile, stupido, inerte, fremente.- In fattopoi di costumi, secondo Colonna,occorre che il re sia industre, affabile, di buon·umore,pietoso,riccodi con1miserazione, n:è deve mai arrossire (verecondari). Non si mariti troppo presto, non governi la moglie sua come·~na ·serva, e si ricordi che le donne sono: 1. 0 passionale, 2. 0 querule, 3. 0 mobili, 4.0 vereconde, 5.0 su- ·perstiziose.- Non sia poi il principegeloso,perchè turberebbe sè stesso, ecciterebbela moglie al male, e· introdurrebbe .il disordine nella reggia.- Se trattasi .di conoscer qual si~ il valoredel consigliodelle donne, nota il Dottoreche desso è imperfettoe precoce-come il loro corpo;ascoltatelo,adunquema con precauzione, non seguitelo simpliciter ma secundum q'flOd. - Ma possiamo poi fidarci delle donne, loro ·palesando i nostri secreti per chiedere il loro co_nsiglio? Qnesta.volta;no , perchè non sanno tacere, 1.G· ex defectu rationis per poca prudenza, 2.0 ex mol'litiae cordis per aver troppo tenero cuore, 3. 0 ex '
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