FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 87 sento uno, dunque io sono uno. Ma il sentimento della mia unità, mi off.re forse una testimonianza abbastanza sicura? Si può dubitarne. L'io che sento è ne' miei desiderii variati; indi passa d'un tr.atto nella mia volontà, che comprime i miei desiderii; poi passa nell'intelletto, osserva i fenomeni del desiderio e della volontà come se gli fossero stranieri; infine, l'io si sposta di nuovo, léllScia il giudizio, si trasporta nella riflessione per farsi giudice del giudizio e dei nostri pensieri. Più versatile di Proteo, l'io non solo cambia di forma, ma cambia di posto, di funzione, è in guerra con sè stesso e mi fa dubitare délla mia propria unità. Il sentimento che ho di essere uno non sarebbe combattuto da un sentimento opposto che non dimostrerebbe a,ncora l'unità dell'io. Tra l'unità della mia coscienza e quella della mia sostanza non havvi identità, nè equazione, nè sillogismo. Arrogi, che la mia coscienza è tutt'intera i,1 mio io o una parte di esso; se è il mio io, eccomi tutt'intero nella coscienza, io non sono sostanza alcuna, l'io non esiste. Se ,la mia coscienza è una parte dell'io, cioè una forma, un effetto, un atto qualsiasi dell'io, l'io sarà composto di più parti, non sarà uno; la coscienza, occupandone solo una parte, dovrà rimanere ,estranea a1le altre parti, e quindi estranea a ciò che ,non è la coscienza, estranea alla porzione in cui l'io risi,ede, non pensante, ma sostanza. A che giova adunque la stestimoriianza sì spesso invocata della coscienza? essa esprime una contraddizione, e ci offre lo spettacolo di una facoltà che conosce l'io, e ,non ,lo conosce; lo scompone in parti, e lo vuole uno; lo abbraccia nel suo tutto, e ne è solo una parte. Del :resto, anche considerando il pensiero della mia unità come un errore, bisogna spiegare·l'errore; bisogna render ragione di questo sentimento che abbraccia la totalità del mio essere, afferma la mia unità, e non è nè tutto il mio esS€re nè la mia unità. Da qual forza sarebbe egli spinto a mentire? Lo spiegare l,a sua menzogna costa alla logica quanto iJ creare un essere. Il giudizio: io sono sempre lo stesso, succede a quel-
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