Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 87 sento uno, dunque io sono uno. Ma il sentimento della mia unità, mi off.re forse una testimonianza abbastanza sicura? Si può dubitarne. L'io che sento è ne' miei desiderii variati; indi passa d'un tr.atto nella mia volontà, che comprime i miei desiderii; poi passa nell'intelletto, osserva i fenomeni del desiderio e della volontà come se gli fossero stranieri; infine, l'io si sposta di nuovo, léllScia il giudizio, si trasporta nella riflessione per farsi giudice del giudizio e dei nostri pensieri. Più versatile di Proteo, l'io non solo cambia di forma, ma cambia di posto, di funzione, è in guerra con sè stesso e mi fa dubitare délla mia propria unità. Il sentimento che ho di essere uno non sarebbe combattuto da un sentimento opposto che non dimostrerebbe a,ncora l'unità dell'io. Tra l'unità della mia coscienza e quella della mia sostanza non havvi identità, nè equazione, nè sillogismo. Arrogi, che la mia coscienza è tutt'intera i,1 mio io o una parte di esso; se è il mio io, eccomi tutt'intero nella coscienza, io non sono sostanza alcuna, l'io non esiste. Se ,la mia coscienza è una parte dell'io, cioè una forma, un effetto, un atto qualsiasi dell'io, l'io sarà composto di più parti, non sarà uno; la coscienza, occupandone solo una parte, dovrà rimanere ,estranea a1le altre parti, e quindi estranea a ciò che ,non è la coscienza, estranea alla porzione in cui l'io risi,ede, non pensante, ma sostanza. A che giova adunque la stestimoriianza sì spesso invocata della coscienza? essa esprime una contraddizione, e ci offre lo spettacolo di una facoltà che conosce l'io, e ,non ,lo conosce; lo scompone in parti, e lo vuole uno; lo abbraccia nel suo tutto, e ne è solo una parte. Del :resto, anche considerando il pensiero della mia unità come un errore, bisogna spiegare·l'errore; bisogna render ragione di questo sentimento che abbraccia la totalità del mio essere, afferma la mia unità, e non è nè tutto il mio esS€re nè la mia unità. Da qual forza sarebbe egli spinto a mentire? Lo spiegare l,a sua menzogna costa alla logica quanto iJ creare un essere. Il giudizio: io sono sempre lo stesso, succede a quel-

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