78 GIUSEPPE FERRAR! l'infallibilità ad un uomo che non ragiona, al papa; e accusa di ribellione gli uomini che sarebbero tentati di far uso della ragione. Desca:rtes .prende al rovescio la teoria c~ttolica; e, secondo lui, la raigione è infallibile; ma la fede, cioè la volontà e l'autorità, sono essenzialmente incerte e arbitrarie. L'-ipotesi che spiega l'errore attribuendolo ad alcune facoltà è frequente sotto forme diverse e opposte nella storia della filosofia; pure non vale che a fare dell'uomo un essere mezzo infallibùe, mezzo fallibile, mezzo Dio e mezw demente. Coll'ammettere qualche facoltà erronea, si ammettono errori fatali, invincibili, ineluttabili; quindi la contraddizione si ristabilisce più forte di prima, dandosi il sì e il no a due ,parti della mente. Concediamo noi che la parte :infallibile può correggere la parte fallibile? questa non sarà più che un vizio organico; conosciuta come erronea, non potrà più ingannarci, sarà un testimonio disprezz,ato, rerrore non è spiegato. L'infermo in un accesso di febbre previsto non s'inganna sul calore atmosferico; benchè ardente o assiderato, conosoe la verità, almeno la sospetta. Ciò non può essere nell'e,rrore, chè quando è sospettato cessa di essere l',errore. Convien dunque che la ,pa•rte infallibile deHa nostra mente non ,possa correggere la parte fallibile; ed in questo caso il falso non può essere distinto dal vero. Poichè ogni facoltà resta nella sua sfera d'azione, l'orecchio non può rettificare l'oochio, nè il tatto l'orecchio; ogni facoltà è incompetente fuori della sua sfera d'azione, nè può essere consultata o ascoltata; quindi non verificandosi mutuamente, il testimonio delle une vale quanto il testimònio delle altre; quindi la volontà non può vinoore la ragione, nè la ragione può trionfare della sensazione, nè la sensazione della riflessione. Dove sarà dunque l'errore? ingannati, noi non sapremmo trovarlo; un demente avrà diritto di resistere al consenso del genere umano.
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