FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 75 -- ---------------- giunge logicamente al secondo lermine; nessun'identità, nessun'equazione, nessun sillogismo conduce dall'errore alla verità, che diventa quindi impossibile. Viceversa, dato il termine della verità con rigore logico più non si arriva all'errore che aUa volta sua diventa impossibile. La logica ci dichiara assolutamente fallibili o assolutamente infallibili, secondo che prende il suo punto di partenza nel falso o nel vero. Prendiamo ·il dato dell' errore; come mai potremo trarcene? I sensi mettendoci in comunicazione colla natura ci ingannano sulle distanze, sui colori, sulle figure, sui suoni, su tutto; ogni nostro organo è aperto all'illusione; nè mai potrebbe toglierci dai propri inganni. Alla loro volta i sentimenti falsificano le nostre opinioni, cogli interessi alterano il valore delle cose; l'età, il sesso, il temperamento, la razza, dispongono così della nostra intellige1Jza, per cui le nostre opinioni dipendono dall'accidente della nascita, il clima governa i nostri pensieri, la latitudine governa i nostri dogmi. Dove trovare il clima, il temperamento, il sesso della verità? Qui pure il vero svanisce. Passiamo all'abitudine sulla quale si fondano l'industria, lo arti, l'educazione, la civilizzazione, essa crea in noi una seconda natura; ma qual'è questa natura? tutta meccanica, cieca, in balìa al caso delle ,leggi, delle religioni, dell'educazione. Che se la seguiamo nell'analogia, quest'abitudine dell'intelligenza s'impadronisce dell'universo per rifarlo a ima,gine e somiglianza del nostro paese, della nostra famiglia, di noi stessi; essa attribuisce a Dio le nostre forme, e lo adora come un re. Possiamo noi chiedere la verità all'abitudine o all'imalogia? No cero, tanto farebbe il domandare la sincerità al mentitore, .la fedeltà al traditore, che sconcerta, sronvolge ogni -nostro disegno. La chiederemo noi alle passioni? sarebbe pu·re lo stesso che chiederla al pregiudizio, all'amore, al furore, all'imaginazione, predestinata a mentire, alla follia, la quale non è se non la malattia delle passioni e dell'imaginazione. L'errore
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