Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 71 ,Fuori di noi i rapporti delle cose distruggono la distinzione delle cose: in noi i pensieri influiscono gli uni sugli altri, e la logica ci sforza a lottare tra la finire; e come lo potrebbe f Cesserebbe d'essere ng>1ale, identico con sè stesso, e cadrebbe per a,,isurdo nel nulla. Ne consegue, che voi avete peusato prima di nascere, che voi pensate Yivendo, e che dopo la morte penserete ancora. Si rispo11derà.: - Egli è certo che il uostro pensiero comincia coll'esperienza; evidentemente sospeso col i;onuo, cesMm\ colla morte. - Ne siete ben sicuri~ Durante il &onuo non sog11ate voi dimenticando poi nel risvegliarvi i vostri sogui? Q11a11do vi addor• mentate, non vi ha for,e una transizione in cui pensare e di cui perdete la memoria'? La vostra memoria, p11p non sPgnÌl'e il pensiero; essa non lo segue nei sog11i, uon nel rnome11to dell'a<iùor- . mentarsi, non nella leggerezza del va11..g-giare, 11011 quando il pensiero scorre a caso attraverso l'iruagiuazione. Dnnqt e la te- ~timo,iiauza della memoria non ba~ta a stabilire elle il pe11siero com'iucia e che finisce; dunque potete accorciare alla logica che il pensiero è eterno; voi non avete provn alc1111a. contro la logica, ed esea produce contro di voi l'identità., l'eq_nazione, il sillogismo, - Un pensiero dimentica.to è inutile. - Lo so, e ohe importa1 non si tratta di sapere se i pensieri coperti dall'oblio siano utili, si tratta di sapere se si pentia sempre .,\ o no. - Ma. se il pensiero precede la vita, se resta. dopo la morte, earà fabo ohe esso venga. suscitato dall'esperienza., e dovremo rivooare in dubbio tutte le verità più elementa.ri. - Ebbene, sia; diremo fal~o che il penaiero venga suHcitato dall'esperienza, falso che corrisponda alle co~e; metteremo in dubbio le verità. l.,epiù elementari. Secondo la logica, il pe11siero è eterno o impossibile; libero a voi d'accordargli l'eteruità o di negarlo intierameute. Scegliete. - Qneste sono le ragioni con cui Leibnitz dimostra.va a Locke che noi pensiamo sempre; e Locke, sorpreso dalle trausizioni dell'uomo che s'addormenta, dell'uo1110 che sogna, dell'noruo che vaneggia. senza Ì'icordarsi de' suoi pensieri, finiva per rMSpondere: Può da,·si che l'uomo pen,i stmpre. Può darsi! dunque voi siete vinto'? dunque il fatto ohe non si pensa. se non viveudo è dubbio t dunque l'evidenza non è più ohe uua possibilità.. Ora tale posijibilità deve cedere alla possibilità opposta, essendo, in (orza della logica., non solo possibile, ma necessario e.be si pensi sempre: se mancasse la continuità, il pensiero cadrebbe nel nulla., earebbe continnamente imposeibile. Nòu basta; la logica vuole

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