66 GIUSEPPE FERRAR! CAPITOLO XI. L'ESSERE E IL NON-ESSERE. A·bbiamo già detto che, secondo 1a natura, devesi ammettere la scala dei generi, colla quale s i riesce al gener•e supremo che abbraccia quanto esiste, l'universo intero. Ora chiediamo se il non-essere esiste? questo problema; posto duemila anni sono, è il problema della logica che domanda ad ogni cosa di essere ciò ch e è. La risposta sarà sempre una contraddizione. Se il nonessere esiste, esso è non-essere e essere nel tempo stesso; se non esiste, non è, tutto è essere, tutto è pieno, non v'ha più vuoto, nessun intervallo tra le cose, non si può più distinguere una cosa dall'altra, tutto è uno. Cosi l'essere rende impossibile l'universo, rende impossibile l'esistenza. ' Lungi dall'essere un sofisma, la contraddizion e espressa accusa di sofisma quelli che vogliono sottrarvisi. Ecco i sotterfugi : · Platone. dice: « Il non-essere non esiste, rion è che « il diverso; si riduce all'albero che non è uomo, alla « pietra che non è albero; il non--essere ha solo una « esistenza relativa. " Sia pure: dunque non ha un'esistenza assoluta, dunque, parlando schiettamen te, non è; dunque l'intervallo tra le cose, ,la~differenza sono impossibili, e siamo ridotti di nuovo all'ente u nico di Parmenide. Esso sovrasta alla diversità, accu sandola d'inconsistenza, d'illusione, di contraddizione. Aristotele dice: « L'essere è un'astrazione: gli esseri "soli esistono: l'essere è un. non-nulla, è il non-essere: « non esiste se non congiunto alle cose: prima d i esse « rpuò esistere, ma non esiste: è la materia che si de- « finisce: l'essere in potenza, il non--essere in atto. »
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