FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 65 colezza, nell'estrema divisione deUe parti, il tutto è egualmente impossibile. L'alterazione, il moto, la materia, tutto ciò che cade sotto le oondizioni del tempo e dello spazio vien distrutto dalla oontraddizione sempre immanente del finito e dell'infinito. Un germe scompare, gli succede un albero; ecco una quantità che cade a zero, ecco un'altra quantità che esce da zero, eoco due volte la contraddizione dell'infinito. Il moto può esser diviso, ritardato, accelerato, continuato all'infinito; la materia, i corpi, l'intensità delle forz,e, del calore, dell'espansione, della condensazione possono svilupparsi o diminuire all'infinito, ,nello stesso mentre che l'infinito è la negazione della materia, ·dei corpi, delle forze, dei fluidi, dell'espansione e della condensazione. Nè per toglierci all'assurdo che ci invilruppa possiamo prendere il ripiego di negare l'infinito e di confinarlo tra le illusioni. L'infinito è ovidente quanto il finito; se volete negare l'uno de' due termini, non vi ha motivo di preferire l'uno all'altro; se scegliete a caso, la dialettica negativa del , termine reietto, intervertita, potrà ca,povolgere l'operazione, e ristabilire a vicenda l'uno e l'altro termine; il perchè al razionalismo si oppone eterno il materialismo, esso pure incapace di trionfare. Negato anche ,a ri!lgione l'uno dei due termini, resta il dovere di spiegarlo come un errore, e di dedurlo dal termine vittorioso, quindi resta la contraddizione di farlo uscire da questo termine, che negherebbe così illusoriamente la sua vittoria. No, non vi ha uscita: il finito e l'infinito si suppongono, si accusano, si escludono mutuamente, non v'ha scelta possibile, e dobbiamo accettare la contraddizione matematica dell'universo. . '
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==