Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

62 GIUSEPPE FE!lRAUI CAPITOLO IX. lt. TElllPO E IL MOTO SI ESCLUUONO. Quant-0si dice dello spazio si applica anche al tempo. Secondo la natura, il tempo è la condizione del moto; pure tra i due termini non vi ha identità, nè equazione, nè sillogismo; e se si vogliono forzatamente avvicinare, si vedrà che si escludono a vicenda. Che cosa è il tBmpo? Non è una qualità, perchè è indipendente e sussiste da sè; non è una sostanza, perchè si lascia invadere dal moto; non è il nulla, perchè appare; e se ,pur fosse illusorio ancora un principio dovrebbe spiegarlo. Il tempo è dunque come lo spazio, una cosa sui generis che, ci è impossibile di paragonare colle altre cose. lt desso la condizione del moto? volete credere alla natura che lo stabilisce come la condizione di ogni suocessipne? Ciò .posto, il tempo si compenetrerà col moto, la -successione delle ore sarà identica con quella del cambiamento; i due termini formeranno un termine solo; vi saranno due suocessioni i•nuna.stessa successione; il che è impossibile. Dunque il tempo respinge il moto. Si comparino i caratteri del tempo e quelli del moto, la contraddizione aumenterà. Il Lempo è necessario, il moto è contingente: come una successione può essere da un lato necessaria, dall'altro contingente? In qual modo la necessità può compenetrarsi colla contingenza, e così trovarsi la condizione del contràrio, da cui è negata? Il tempo è infinito; non ha principio nè fine, non si può concepire nè -l'epoca in cui non era, nè quella in· cui non sarà; il moto, al contrario, è finito per natura, benchè possa intendersi eterno per accidente. Dunque il moto divide il tempo, dunque finisce l'infinito, dunque lo distrugge, dunque è impossibile che

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