FILOSOFIA .OEIJLA RIVOLUZIONE 55 :;enso, la reallà dello sLesso individuo oadrà nel nulla. Vogliamo noi -preferire il genere come vero, accusando l'individuo d'essere un'illusione? la realtà sarà in ciò che v'ha di più vago, di più indeterminato; l'individuo sarà eguale al nulla; bisognerà non essere nè uomo, nè animale, nè albero; bisognerà sparire per godere la pienezza dell'<esistenza. Ecco il dilemma che si offre quando si pretende stabilire un'allernativa fra il genere e ì'individuo; dilemma falso, perchè due fatti simultanei devono essere egualmente accettati; dilemma senza uscita, perchè ci manca il motivo per la scelta. Sott.o un aspetto l'essere è tutto, e tolto l'essere nulla è possibile; sotto un altro aspeUo l'individuo è tutto, l'essere senza qualità, senza determinazione, non ha tampoco l'esistenza. I due punti di vista sono egualmente necessaTi, essi esigono la preferenza per lo stesso titolo: quello di essere inevitabili. CAPITOLO VI. LA CAUSA E L'EFFETfO SI ESCLUDONO. Alcuni principj si presentano come le condizioni dell'universo, come le ipotesi necessarie della natura. Questi sono i principj della causa, della sostanzél, del tempo e dello spazio. Lo spazio è necessario all'esistenza del corpo, il tempo a quella del moto; la sostanza è il substrato indispensabile delle qualità, la causa è il .principio primo d'ogni manifestazione. Nel fatto i princiJ)j enunciati sono la base del mondo materiale, ma sotto l'impero della logica essi lo rendono impossibile. Nulla accade senza una ragione sufficiente. Ecco il principio della causalità, il quale fa supporre ogni fenomeno generato da una causa e fa dipendere ogni og-
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