1. FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 617 spettale. Si rioordino che non vi fu mai progresso che non toccasse alla proprietà o alla 11egione,che non venisse <dalla scienza e dall'eguag:lia,nza e che non si dovesse ,imaginare con ardimento scandaloso quasi fosse una profanazione. Si ricordino da ultimo che il dato di Voltaire, di Rousseau, di Weisshaupt ferve in ogni cuore; e, tolto il velo dell',a:strattezz.a, già dall'89 a:l 93 quatko soli anni ba.stavano per passare drulla teoria alla pratica e per sostitufre una generazione di tribuni, di generali, di insorgenti, di dittatori, di uomini d'a~ione all'inof.fensiva generazione dei filosofi mandati alla bastiglia e qual:ehe volta iperfino protetti tanto sembravano Jontani dalla rea:ltà. Quanto a noi figli del passato, discepoli degli stessi maestri da noi discussi, visto nella critica :l'iarme che ferma Ja metafisioa e che ne scaccia le vane larve e gli inubili tomnenti dal campo della rivelazione naturale, v,isto che rinchiusi nel fatt:o, legati alla terra ogni giorno, ci sottrae alla rivel,azione soprana.tura.le comunque si grad.ui il progresso e possa prendere del.le forme mostr.uose e talora nemiche, dal momento che sentimmo compiersi nella nostr-a mente la filosofia della ;rivoluzione secondo l'i-nf,lessibile suo disegno, la linea retta ci parve la migliore e il disslmul,are ci parve tradimento. FINE. /
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