612 GIUSEPPE FERRAR! Dunque concludevasi: devono essere abolite le dogane, dev'essere ,libero il commercio; non si ha a temere che una nazione s'arl"icchisca a detrimento delle altre. Ogni comprat-0re è vendit-0re, ogni venditore è compra-tore; le merci si scambiano colle merei, e non si scambiano, in ultima analisi, se non i iprodotti del suolo. In secondo luogo, i non proprietari non devono pagare alcuna im:posba: e proponev.asi l'abolizione di tutte le imposte indirette, le tasse, capitolazioni, dazi, ecc.: ciò per,chè erano pagate dal proprietario, che pagavale col salario; meglio dunque valeva che l'uomo sterile fosse las'Ci:aio a sè, -libero-,e che i1l•proprietario pagasse direttamente il sovrano. Vimposta indiretta, secondo Quesnay, 1.0 incarisce i salari, 2.0 r,icade sulla iproprietà, 3.0 ricade sul sovrano, 'l. 0 distrugg,e la ricchez~a triproduttiva, 5.0 rnina tutti. Bisogna a,ciunque che, ogni imposta sia diretta, che il governo sia pag,ato dai ,proprietari, che essi soli portjno i pesi dello Stato. La •teoria di Quesnay sembra una reazione, ma se si vuol -lasciarle questo nome deve chiamal'isi una reazione incendiaria perchè menb11ecombatte con disprezzo la teoria del lusso e del:le protezioni, -l'oltrepa,ssa poi in ogni punto a f,avore del ,proletario. Infatti accorda libertà piena, intera, assoluta al commercio ed all'industria; scioglie l'una e ,l'altra da ogni v.inoolo, da ogni imposta, da ogn1 tassa. L'economista francese suppone, per la prima volta, che l'i.nte1,esseindiv,iduale, il quale provoca lo scambio e sostituisce un v:alore all'altro, è il mi.gliore dei giudici; che bisogna assecondarlo neH'int.eresse di tutti, e non mai combatt.er.lo, nè governarlo. Esso consiglia al mercante i migliori spaJOCia, i consumatori le mig.liori comp-re, sviluppa le ;rivalità tra i mercanti e fa abbassare i prezzi a profHto di tutti. Dunque è la natura stessa che deve di.rigerci, la sapienza del legislatore consiste nel far niente, quella del governo nel non governaire. .Prima di Quesna.y non erasi mai confidato tanto negili istinti della vita. E la confidenza tr!llsoondeva i limiti dello Stato, poichè mentre ' '
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