Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

(100 GJU SEPPE PEBRARI orrori me110 la rivelazione. Tale è la filosofia delta l'e,azionc;talo è la filosofia dell'università francese, mas- ;:;imamente per colpa di Vittorio Cousin (1). L'alleanza dei teologi coi sofisti si compie nelle accademie dove si uniscono per deludere la scienza o darle lo sfogo inane della retorica. Quindi all'Istituto la prima sezione, la sezione sonana dei qua.ranta immortali costiluita dalla retorica, rappresenta il regno della parola, dello stile, della magniloquenza, il regno di Petrarca, che si collega colla arroganza deHa nobillà, colla corruzione della politica e coll'abuso della ricchezza. Quel presidenle della camera dei Pari, quel gran signore dalle smisurate rendile siedono aoca.nto a LamarLine, perchè il trono della ragione è vacante, e, lo si vuole inoccupato. V'ha di più; l'istruzione pubblica, ancora serva della frase, impone a tutti i giovani lo studio del greco e del latino che era il lusso della c-hiesa. Ora, questo studio ha missione di occupare il posto delle cognizioni necessarie alla Y1ta, di• escluderle sì che l'educazione del borghese resti signorile, liberale, inutile, e non se1·v.ase non a distinguerlo dalla ;plebe, a separar-lo per sempre dal popolo. Per togliere la mente al popolo , i ricchi la tolgono ai propri figli. Ascoltiamo Michele Chevalier, uno tra gli uomini più affozionati al governo di Luigi Filippo. « Le scuole,» dice egli, « sono solo « l'ombra di quello, che dovrebbero essere; io parlo « delle scuole dei giovani, delle scuole di grammatica, « di quelle che dovrebbero prepararci gli agricoltori ... « S'insegnano cognizioni poco necessarie, e non s'in- " segnano le cognifizioni indispensabili. La stessa dire- " zione che le menti vi ricevono non è buona, perchè « i giovani non vi apprendono l'inclinazione al lavoro « de' campi e rlelle manifatture, e vi attingono piuUo- (l) Rinvio il lebtore n.1 mio !Moro: Les philosophc, snl<u·ib. P:nigi, preè&O Sn.n,lré, · 1849.

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