Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 51 reazione. E che? non sarà la vita inerente al corpo vivente? La cristallizzazione sarà esteriore al cristallo? la vegetazione non sarà nel vegetale? e l'affinità molecolare scorrerà al di fuori delle molecole? Ecco l'universo popolato tji animali invisibili, di alberi intangibili, di minerali, di roccie imperceUibili e immateriali. D'altra ,parte, qual sorte subirà la materia colle quatLro qualità primarie che le si vogliono Lasciare? Essa è inerte, passiva; senza colore, non si mostra più all'occhio; senza odore, senza sapore, sfugge all'odorato e al palato; non dà più s1:1ono,non può più esser udita, non resiste più al tatto, avendo perduta la coesione che deve alle qualità secondarie. Dunque la materia sparisce, diventa intangibile, non è più la materia, e trovasi ormai eguale al non essere. Chi vuol evita-re la contraddizione tra le qualità secondarie e le qualità primarie, tra la natura e la materia, trovasi ridotto a creare una natura che non è la natura, e una materia che non è la materia; deve creare due mondi invisibili, come se l'omhra aggiunta all'ombra •potesse generare la luce. Ogni qualvolta si vuol eludere la contraddizione non si fa che raddoppiarla. CAPITOLO V. l GENERI E GLI INDIVIDUI SI ESCLUDONO. I generi si mostrano nello stesso tempo che gli individui e classificano .gli oggetti secondo le loro somiglianze. Il genere esiste realmente: quando io guardo un uomo, io vedo l'uomo: il genere è un fatto certo, come la nostra esistenza, come la nostra scienza, come il nostro linguaggio. Questo fat.to è desso logico? No certo, il genere e· rindivi<luo differiscono, oppongonsi l'uno all'altro, e sotto l'imper-o della logica finiscono per contraddirsi.

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