Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOf!A DELLA RIVO!,UZIONE non la guar~mligia: ora luU,a la nostra costituzione è equivoca cioè demoeratica ed aristocratica e rende illusoria la malleveria stessa. Nessuno ignora che la stampa, i circoli, l'insurrezione sono subordinati alle necessità della guerra; nessuno ig1nora che la Tivoluzion{) è un combattimento; nessuno ignora che l'immensa maggioranza de' costituenti imponeva ìa costituzione in un collo sLato d'assedio. Era dunquo sott.inbeso che le guarentigie rimanevano subordinale allo spirito generale della costituzione, alla difesa della società, quale l'intendevano i vincitori delle giornate di giugno, per cui la loro ltbert-à si riduce alla libertA del più forte. Chi combatte sul campo della cosliluzione lascia smar1"ire in questioni tecniche, amminislrat.ive, poJHkhe il dogma della scienza e dell'eguaglianza e cade nelle insidie di una falsa scienza e di una dialettica -dì s-econdo ordine che impedisce di prevedere gli avvenimenti e di dedurre la caLastrofe dei governi dalle loro stesse teorie. CAPITOLO VII. LA LIBERTÀ DEI CULTI. La liberlà. de' culli, questo dogma figlio de1la libertà ìndetierminata non r,egge alla critica. Difatlo una religione è una soluzione piena, intera del problema del destino; essa abbraccia il presente, il passato, l'avvenire; essa comprende l'uomo, lo Stato, l'uma:nit,à; essa spiega tutto, dirige tutto; nulla havvi che si sottragga al suo dominio. Mal conosce il prete chi suppone ch'ei possa starsi ,nella sua chiesa circoscritto alle sue cerii:nonie; egli regna sulle coooienz,e, e ogni cosa è subordinata alla sua decisione; egli è un magistrato morale, e sottomette ogni cosa alla moral-e. Egli di,oo: Datemi la vostra coscienza, vi lascio tutti i tesori della terr.a; li

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