Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

GIUSKPPE F'Ekl<At:1 lu libertà della e.aria quaJ dono provenient.c da un aUo della sua regia volontà, quasi fosse concessa. Ma l'ilolu dovette ricredersi, perchè subito venne considerata come figlia della rivoluzione e superiore al re dagli stessi ro che rispettarono più la Francia che non i Borboni. lu secondo luogo, tutti gli uomini della restaurazione imitarono in ogni modo la cost.ituzione inglese; •· condannati ad esser liberi, yolevano essel'lo gumanicamente, affettando di c.onsirlerare il re, i Pari, la camera, ·il censo elettorale quali istitui,ioni sacre poste fuori di dubbio; pensavano che la discussione non cadrebbe se non sugli a-ffari correnti del Tegno. Ma s'ingannavano sì grossolanamente che per fondar,e il preteso regime inglese, il cui primo principio esige che non si discuta alcun diritto acquisito, alcuna autorità costituita, si discuteva appunto tutta quella rivoluzione di cui non dovevano •par.laree ne nasceva che la lotta parrnmentaria diventando rivoluzionari.a rendeva duhbio ad ogni 1 passo il governo.de' Borboni. La necessità. di un'autorità per dirigere i popoli sembrava mostrata dalla stessa filosofia del secolo XVIII, che non aveva mai cessalo di predicare che liete o tristi Je sorti delle nazfoni dipendevano sempre dai legislato· ri, dai ,conquistator,i e da individui onnipotenti; e le stesse dittatu,re della rivoluzione davano apparenza di r.agionevolezza al ristabiliimeint-0della monarchia che ostava alle sfrenat,e ~illazioni dell'anarchia e a.Ue sue guerre disastrose. Ma la ecienza storica rettificata. diede una risposta inattesa perchè ogni governo istorico, spontaneo,' tradiziona:le dovendo fondarsi sulla fede, ,sugli 'interessi e sui dfriU.i dei popoli, i Borboni e il loro dominio cattolico non rappresentarono che un errore passato della Francia e del mondo. E la leUeratura, l'erudii,ione, ,la filosofia, il teatro, il romanzo diedero tale splendore a questa dimostrazione da abbagliare ogni nazione, nel mentre che il cieco catto-- licismo ridotto a diniegare ogni suo moto, ad accusarlo di <'Mere d'abisso in abi·sso verso l'annichilazione del-

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