1"1LOS01•'1A UELLA·RlYOL UiiuNB &..:onquassava il papal-0, l'impero, e redimeva ntal•ia, e la destava a farsi nazione, ed esiliava i vetusti suoi :µrincipi, e creava una generazione nuova che sapeva combatte1,e senza tradire, che Yisitava tutte le capitali dell'Europa, che vi rovesciava in un giorno instituzioni antiche come l'Europa, e che vi lasciava tali tracce da sforzare le regioni impegnate nelle tradizioni più esotiche, più estranee al mondo latino, più incapaci di int.enderlo a rifarsi di nuovo traducendovi il moto francese, come mai non riconoscere in Napoleone -il gran dittatore della rivoluzione? Si dirà forse che dopo di avere trovati troppo deboli i Girondini, o troppo insufficiente l'azione di Robespierre la ~ogica reclamava il regno di Hébert o di Babeuf o di altri più esagerati nella violenza dolle negazioni. Ma questo è appunto l'inganno scempio de' politici milil.anti che fanno del progresso una scala d-i teorie aggressive dando a ciascuna di esse la conclusione di un programma plateale e di una presa d'armi e non considerando che la società è un sistema di cui la politica è solo un'arme, un isLrumento, una parte minima destinata a dominare le violenze interne ed esteme necessarie o funeste. Il sistema deve svolgersi in ogni ramo, affrontare tutti i problemi, appli·- carsi a tutti i casi e una volta vittorioso Yenga pure la politica a del.tare le sue conclusioni d'un giorno. Ora il sistema della ,rivoluzione stabilito nel suo principio dai filosofi del seeolo XVIII, proclamato ufficialmente nel 1789, vasto nella sua comprensione quanto l'umanità. viene accettato e continual-o da Napoleone quale gli è trasmesso drui suoi predecessori, coJl'impossibilità dì fermarsi; e rileggendo la storia parlamenlaria della rivoluzione, eliminandovi le tesi di,sdette, lo declamazioni meramente morali, le invettive politiche suggerite dalle circostanze, si Yedrà. che Napoloone la traduce in atto qui nel oodice, là nelle sue vari<e instituzioni, dappertutto colle sue vittorie sempre riport.at~ contro la chiesa e contro la feuda;lilà.. Il suo im~ro
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