578 GIUSEPPE FERRAR! mi e nuove funzioni. Il popolo diventava sovrano, ma il re era capo dello Stato; il re non era se non il capo nominale della nazione, ma valeva più che ia nazione per l'inviolabilità, pel veto, pel diritto di attraversare ogni progresso, sempre celato dietro la responsabilità df.'' suoi ministri. Acoordavasi .al 'Popolo l'onnipotenza nei comizj, ma alla condizione che pagasse il censo, che partecipasse alla ricchezza delle classi privilegiate, alla condizione di non €-sser popolo. Il triplioe equivoco della Costituent.e si svelò d'un tratto nell'atto della guerra che si trovava affidata a Luigi XVI, il miglior amico dei nemici, il fratello dei re che doveva oombattere e poichè la guerra mettendo in pericolo la vita provoca rapidamente il libero esame, col libero esame si scoprì che il clero, la nobiltà ed i re orano co,ntro la nazione e la rivoluzione. Qui sorse Robespierre denunziando il tradimento. Tutti i suoi amici volevano precipitarsi sui re stranieri per rovesciare le loro monarchie, e declamavano come se le idee dovessero sole distruggere ogni ostacolo; liberissi- 'mi di mente credevano a fa:cili vittorie, ad imaginarie esterref,azioni del nemico, contavano per nulla i suoi eserciti e, ciò che più rileva, non sa,pevano di essere ' ancora nelle catene dell'antico regime, incagliati da mil1e inteTessi ·ostili, da un'ineguaglianza che renp.eva vani i loro principj e da un culto che credevano spento, ma che pure avev,ano rispettato. Il solo Robespiei·.re resiste all'idea di dichiarare la guerra. « Esaminiamo, » diceva egli al club dei gia:cobini, « di qual specie di « guerra siam noi mina,c.ciati. Trattasi della guerra di « una nazione contro altre nazioni ? trattasi della guer- " ra di un re ·contro altri re? No, trattasi della guerra « di tutti i nemici della costituzione francese contro la « rivoluzione francese. - .La guerra, continuava egli, « è sollecitata dal nemico, e pia.ce al ministero, alla « corte, a tutti, i seidi dell'aristocrazia. Imparate adun- « que che il vero .nemico è in Francia. Imparate che « la guerra è ·buona ,per gli officiali militari, per gli
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