Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 575 « la convocazione deUe assemblee primari•e, da cui so- « no esclusi i preti e i nobUi; 3.0 •perl,a ,prima volta gli « .agenti del cessato potere rimangono pure esclusi dal- « l'assembl,ea nazionale e da ogni officio politico; 4.0 tut- " te le pubbliche riochezze sono poste sotto la salva- « guardia della repubblica franc,ese; 5.0 i commissari « della reipubbJ.i.cacessano da ogni officio nell'atto stes- « so '.in cui il governo è definitivamente constituito. » Così la Francia, trasfigurata dalla dichiarazione dei diiritti dell'uomo, era condannata ad essere la nazione liberatrice. I primi lesi dal nuovo diritto sono il papa in Avignone, l'imperatore n,el Belgio; poi il trono e l'altare trovansi minaicciati ,in ogni Stato, poi la lega europea. riunisce contro la F'rancia tutti i principi, tutti i sacel'dozi dell'Europa. Da una parte ta· rivoluzione combatte ogni religione· ,armata; dall'altra distrugge ogni privilegio: che cos'è dessa adunque, se non la guj:}rra dell'irreligione e dell'eguaglianza? Lottando per la g•iustizia presagita da Campanella, essa atterra il pontefice, :l'imperatore, Cristo e Cesare, le quattro tirannie che Macchiavelli aveva additate all'odio dell'Italia. CAPITOLO III. LA GUERRA CONTRO IL PRIVILEGIO. Quando si chiède qual fosse l'esito della dichiarazione dei diritti dell'uomo sembra a pri.ma giunta si chieda se subito dovesse trionfare, quali fossero i suoi amici, quanti i voti di cui poteva disporre nelle assemblee, quanti i oittadini che poteva raccogliere sulle piazze, quanti i soldati che poteva a,rmare negli eserciti, se i suoi nemici le fossero inf.erior-i o .per il numero o !{lerla rapacità, oo la Francia fosse realmente il popolo eletto tra le nazioni, se Ja sua elezione fosse ima-

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