Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLARIVOLUZIONE 5'i3 «perchè la storia del governo francese, da Carloma- « gno in poi, è la storia della violazione dei diritti «dell'uomo.» - « La dichiarazione è necessaria», concludeva Mirabeau, « per la ragione che l'ignoranza e « il disprezzo dei diritti naturali sono l'unica causa « delle pubbliche sventure e della corruzione dei go- « verni. » La dichiarazione fu variamente discussa, poi modificata in altre costituzioni; ma stia,mo all'idea sola di dichiarare i nostri diritti: questa imponeva di attuare i due ,principj supremi nella misura permessa dagli eventi e tutte le leggi rivoluzionarie ne furono le conseguenze ragionate. In primo luogo, la dichiarazione legalizza Voltaire e Rousseau, li riassume, li impone: senza la dottrina de' due capi, a che dichiarare i diritti dell'uomo? Tanto valeva ascoltare Mirabeau il maggiore, che consigliava di sostituirle il decalogo; tanto valeva seguire il vescovo di Chartres, che proponeva di surrogarla con alcuni pensieri reUgiosi nobilmente espressi. In secondo luogo 1a dichiarazione dirige tutti i colpi della rivoluzione contro .il feudalismo. Quando si sopprimono le servitù rurali, il diritto di primogenitura, le distinzioni onorifiche, i titoli di nobiltà, le genealogie, si dichiara che si sacrificano ai diritti dell'uomo violati dalla feudalità. Più taroi, si abbattono gli ordini monastid per due r.agioni, perchè inutili e perchè contrari alla legge naturale: di fatto la natura, il lavoro, la libertà proscrivevano i tre voti di castità, di povertà e di obbedienza. La costituzione civile del clero è anch'essa una conseguenza della dichiarazione dei diritti dell'uomo. Lo si dice espressamente: il saoerdote si reputa più di un mortale; si ,pretende delegato dall'Altissimo, si vanta superiore fil popolo, non riconosce eguali: che subisca adunque la legge dell'egu,aglia'Ilza, si assicuri la società contro le sue pretensioni.

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