572 GIUSEPPE F'ERRARI CAPITOLO II. LA DICHIAHAZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO. Dimentichiamo gli uomini, gli eventi, le vicissitudini accidentali; seguiamo solo i ,principj della rivoluzione; vedremo che essa vuol recare in atto i due princi.pj dell'irreligione e della leg,ge agraria. La prima iniziazione rivoluzionaria comincia colla Costituente e sta tutta nell',idea di pubblicare una dichiarazione dei diritti dell'uomo. «, Noi abbiamò pen- « sato come voi, » dice Necker all'assemblea costituente, « che la costituzione doveva essere preceduta da « una dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadi- « no; non per,chè tale dichiarazione avesse lo scopo di « dare ai primi dir.itti la forza, al quale essi traggono « solo dalla morale e dalla ragione, ma perchè essi fos- - « sero oompre presenti agl,i oochi ed al pensiero. » Secondo Meunier il relatore: « Ogni governo deve pro- « porsi lo scopo di conservare i diritti dell'uomo ... la co- « stituzione deve cominciare dalla dichiarazione dei ao- " stri diritti natuvali e imprescrittibili. - La natura ci « ha fatti liberi ed eguali; - il iprindpio di ogni so- " vranità risiede nella nazione; - il governo non deve « mettere al libero esercizio delle umane facoltà altr.i « limiti che quelli ev.identernente necessari per assicu- " rarne l'eseT,cizioad ogni cittadino. » Giusta Durand de MailLa.ne, la dichiarazione ,, doveva essere affissa nelle « municipalità, ne' tribunaili, nelle chiese. » Tutti gli uomini della rivoluzione erano unanimi sul punto di partenza; trattavasi di aiprire una nuova era nella storia del genere umano. Alla volta sua l'antico r,egime era un-anime -nel 1 respingere la dichiarazione: essa è inutile, dfoevasi; essa è pericolosa, metafisica; essa incoraggia la ribellione. - «No,» replicava Castellane; "è utile perchè ·i diritti sono disconosciuti nel mondo,
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