Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

48 GIUSEPPE FERRARI ·---·----·•---------------------- nare la forza coll\~stensione non ci resta altro espediente che quello dello spiritualismo, dando un'anima ad ogni corpo; e supponendo che in ogni corpo la forza è un'anima, un'essenza, un'entelechia, una monade, come più piace, ma sempre spirituale, cioè una e indivisibile. Però in quest'i,potBsi l'anima e il corpo si r,endono impossibili a vicenda, e per isfuggire una contraddiz-ione cadiamo nelle mille antinomie dello spirito e della materia. Dopo creata l'anima, dopo identificata la forza coll'anima, non possiamo più raggiungere il corpo; l'anima, l'essenza, la monade, non possono nè indebolirsi, nè fortificarsi, nè nascere, nè morire; sono logiche, sono eterne; meri spiriti, non possono nè dare il moto agli organi, nè dominare la materia estesa; e lo spiritualismo, -per ispiega:re il fatto dell'unità degli esseri e dell'indivisibilità delle forz.e, si trova immediatamente, assolut.amente fuori della natura, dove si nasce e si muore, e ogni cosa si compone di parti estese. Quindi la sicurezza colla quale il materialismo risponde alle argomentazioni dello spiritualismo, che appagano la logica, ma mentono; ,proooclono per identità, ma non -sono di questo mondo. Quindi il dilemma di creder€ all'anima o al corpo, all'uno o al multiplo, cioè alla forza o all'estensione; dilemma eterno, non essendoci concesso nè di negare l'unità, nè di negare l'estensione, nè di considerare la forza come un'illusione della materia che si opporrebbe a sè stessa, nè di considerare l'estensione come un'illusione della forza che si opporrebbe a sè stessa; non essendoci dato neppure di preferir-e l'uno o l'altro de' due termini, poichè sono entrambi egualmente patenti e irresistibili. In brevè, l'estensione rende impossibile il mondo, e il mondo rende impossibile la materia estesa. • Lo stesso ragionamento si applica alla quarta dellQ qualità primarie, la figura; la forza che dà la figura, e l'essere che ,la riceve si, escludono a vicenda. La prima non si manifesta all'occhio, s'induce, ma non sì vede, si divina, ma non si conosce; prima di agire

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