Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

568 GIUSEPPE FERRAR! tro l'antica società che J.'opprime e lo strazia, e che egli vuol distrutta, a qualunque patto, dovesse pure distruggere la proprietà iper conquistare l'eguaglianz-a. Eoco Rousseau, e senza tener conto dello speciale suo scritto contro la proprietà, egli Lacombatte dappertutto quando inveisce contro la tirannia, quando vitu,pera i vizi della civiltà, quando di,sprezza le arti, l'industria, le soienzB, La catena fatale delle istituzioni che sottopongono l'uomo al domi·nio dell'uomo. La combatte quando vuol l'uomo libero, e desta nel lettore un'alterezza prima sconosciuta; quando, nuovo Diogene, cerca l'uomo redento dalla cupidi,gia nel proprio cuore; quando Io cerca virtuoso tra le Alpi colla novella Eloisa; quando nell'Emilio vuol crearlo coll'educazione indomito e invulneraibi,le tra gl,i eventi della civiltà; quando lo cerca seduto ne' comizi senza delegati, senza padroni, sciolto dai sofismi delLa pubblioa salvezza, della finanza, del commercio, dell'industria. Da ultimo egli combatte la propri,età quando fa l'apologia de' selvaggi. Presa al,la lettera, la sua tesi non sarebbe altro che uno de' luogni comuni del risorgimento, e la letteratura classica aocusò ,le mille volte le arti, i-1 commercio, la navigazione, il lusso, l,a sci,en:z;adi spingere la società nel moto ingovernabile de' valori per sottrarla alla previsione del ,legislatore, e discioglierla. Tutti i retori avevano declamato contro le delitie di Capua, tutti avevano .applaudito il primo Catone che sbandiva i filosofi da Roma per conservare la proprietà, la religione, la società sulle antiche loro basi. Invece Rousseau copia le invettive del risorgimento contro la civiltà per dare 'lor<;>la meta nuova e ,inaspettata di rovesciare la 'Proprietà, che rende necessaria la religione e ordina J.a società europea. Gli antichi credevano che l'uomo .-è naturalmente inclinato al male, e che il legislatore può appena educarlo al bene con una forte pedagogia sociale; Rousseau crede che l'uomo è naturalmente buono, che -la proprietà l'ha pervertito, che gli ha imposto l'errore della .religione e le catene della

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