Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 567 strutto, elegante; tutte qualità secondarie, atte a giustificare l'aocusa che gli vien fatta di essere superficiale. Qual'è, adunque, il secreto della sua potenza? Egli è l'uomo della vita nuova, nasce nel mondo di Locke, possiede spontaneo tutte le cogniz,ioni laboriosamente conquistate da Bayle e dai liberi pensatori; esse formano la sua tradizione, non ne conosce altra. Tutto in lui concorre ad uno scopo; e quale? egli stesso l'addita: écrasons l'inf dme ! Ecco Voltaire. La facilità è il primo carattere del suo genio, che è gienio poetico. Non parlo dei suoi versi o delle sue tragedie, parlo delle sue Jettere, de' suoi romanzi, della sua prosa, in una parola, della sua vitalità che erompe coll'ironia dal fondo dell'anima sua. Con un epigramma annienta errori che avrebbero r•esistito a più volumi; il pregiudizio arrossisoe, l'impostura è svergognata; nessuno può rimanere accigliato e si ride perchè svela il conflitto tra le due rivelazioni di Cristo e della natura in _guisa che secondo lui l'Europa criistiana è una parodia del vero, che i suoi r:egni sono mascherate, orgie, in cui ogni uomo veste gli abiti di un altro tempo e in cui le funzioni sono distribuite a controsenso. Come oramai accettarne le gesta come miracoli? E la metafisica rovina in un colla religione: il Candido discopre i deliri di Leibnitz, la ~atira della Bibbia penetra nella teodicea, e schianta la tra.dizione di Descartes meglio di Lock,e in guisa che il volteranismo precorre aUa rivoluzione, dalla quale non si può svellere senza toglierl,e la vita. Se Voltaire rappresenta il dato vitale della rivoluzione sotto l'aspetto della verità, Rousseau lo rappresenta invee.e sotto ,l'aspetto della giustizia. Troppo fa- . cile è il criticarlo atteso che non è mai d'accordo col,la scienza, non sa vincere l'antico meccanismo, non sa indovinare i'l nuovo, geme nelle angustie dtille Ì'JlOtesi, si svolge con continui paradossi; il Contratto sociale, l'Emilio, non sono librii, come si direbbe, serii e giudiziosi. Che importa? Egli è H poeta della giustiziia, con-

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