Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 563 è finito. Volete compiere il destino a dispetto dell'apparenza, della verità, oorne se altro non fosse in voi che La ·vostra ,giovinezza? Credete che la natura corrisponda all'aspettativa de' vostri primi anni? Qui ancora guardate solo aUa me,tà de' fenomeni, ignorate 1a natura, le sue opere, i suoi destini; Platone non sapeva spiegarei la morte del neonato, la credeva eocezione; ma la morte del neonato è la regola, e si vede dappertutto nella natura. E. se v'ha il cielo, la terra è un'eooez.ione, un errore; qui tutto è falso, nulla si compie, nuUa può essere compito, convien rinunziare a tutto. No, non si lotta contro la morte senza lottare contro la metà della rivelazione, contro tutta la scienza. Dunque il mostro metafisico pr,escrive la vEl'I'ità,l.'apparire, i'essere, il desiderio, la vita; e perchè? cc Per non togliere», si dice, cc agli in- " felici, agli oppressi -l'ultima consolazione, l'idea di « una patria che ci attende ». Dunque si consola l'oppresso, si alle.via il popolo coll'aspettativa del cielo, gli si lascia la consolazione di un errore, s'imita la scuola d'Alessandria, s'imita la morte di Socrate, e non l.a vita, s'impone la morte di Cristo. E si soggiunge: cc A cc che le promesse più splendide sull'avvenire dell'urna- " nità se l'uomo finisce colla morte? Che c'importa l'avvenire del genere umano, se vi restiamo stranieri?» Che v'importa l'avv,enir-e se l'ignorate, se non ve ne giovate? Vi compiango: non è così che la madre parla al figlio, che il ,generale pa'I-la al soldato, che il cittadino parla alla patria: avventurate. la vita in un misero duello per un capriccio, e volete un pagamento quando dovete esser giusti? Imitando il cristianesimo, la metafisica lo soccorre; dopo averlo oombattuto, approva le consolazioni che dà agli oppressi; J.ascia passare il Vangelo, la Bibbia, tutto il sistema positivo, -istorico; e così la metafisica del deismo combatte ogni filosofia a profitto del sa,cerdote, e agi.soe colla convinzione che non si regna senza l'imposttir.a del ,culto, senza la favola di Er l'armeno, senza l'estasi della scuola alessandrina, sen-

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