Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

562 GIUSEPPE FERRARI gli spiriti malefici e non i benefici importando assai più di aver propizi i primi che i secondi naturalmente amici. Questa propensione li spinge a dichiarare la· guerra a chi dubita qell'esislenza dell',essere supremo, intolleranti quanto i teologi fremon d'orrore a.l contatto dell'ateo, lo vogl-iono espulso dalla società qual mostro, lo additano come sovvertitore di ogni legge, di ogni morale, esiglierebbero dalla loro repubblica tutti i rivelatori della natura da Talete fino a S'Pinosa, da Parmenide fino ad Holbac e si voltano alla fine contro la stessa rivelazione di Locke e quando si tratta di dimostrare l'immorLalità dell'anima ricadono nei dilemmi eterni perchè ogni prova essendo a doppio senso condanna necessariamente la vita o la morte. Se v'ha il cielo, perehè la terre? Se v'ha la terra, perchè il cielo? Se la v,ita sta nell'anima, il nostro vivere nel corpo è sogno: se la vita sta nel corpo, è sogno la vita dell'anima: se la scienza terr-estre ammèssa dai deisti è vera, falsa è la scienza del cielo; e vioeversa, se . il cielo è, proscriv,e la terra. D'onde trarre l'immortalità provvidenternente rioompensata o punita dell'anima? L'anima spoglia di sensi non sente, non vede, non sof- , fre, non gode, non ha ricordanze, nè desideri; l'anima sfugge al deismo; e se vuol raggiungerla per parlarci del paradiso, esso deve rovesciare la natura, la cosmogonia, ogni verità conquistata dalla soienza. Parimente se volete fard compiere, come si dioe, il nostro destino, se volete soddìsfare all'istinto che desidera l'immorta- •lità, dovete scompigliare tutta la scienza. Sì, havvi in noi l'istinto che desidera l'immortal.ità; ma ogni animale ama la vita, aborre la morte, la respinge come una sventura definitiva ed ultima, e tale è pure l'istinto dell'umanità. Si piange intorno al letto del morente, vedesi nella morte una luce che si spegne, una forza che si è consunta, un essere che si dissolve; quel lutto, quelle faci capovolte, quel canto lugubre che si percte lentamente nelle note minori, quelle bandiere trascinate a terra, que' tamburi velati, tutto svela che i:l dramma

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