FILOSOFIA DELLARIVOLUZIONE 555 dei liberi pensatori vengono reclamati dall'erudizione crescente e moltiplicano i raffronti tra i culti, svelano le loro intrecciate derivazioni, tolgono ag·li Ebrei il monopoglio della loro leggenda, ai cristiani quello dell,a loro redenzione e siamo aUa vigilia della rivoluzione. Ma vogliamo noi sapere iper qual rag,ione la filosofia procede a rilento? Per qual motivo non interpreta anoora chiaramente il progresso generale? Leggiamo Desoart-es il metafisico del libero esame che formola col suo dubbiQ preliminare. Dove lo porta egli? Forse sulla chiesa? Forse sulla tradizione? forse sull'autorità chti gli v,ieta di conoscere H vero? No, ma sul pensiero stesso, su tutte le cose e in ultima analisi egli si accampa in mezzo alle contraddizioni eterne della 11agionee della natura, e nel mentre che vuole tutto dimostrato, tutto evidente, nel mentre che la chiarezza e l'evidenza da lui richieste sono quelle dell'identità, dell'equazione e della deduzione, egli risparmia la religione dichiarandola di non sua spettanza. Secondo lui non è chiara, nè distinta, nè accessibile alla ragione e dipendendo dal dono della grazia che il filosofo non può dispensare, rimane estranea alla filosofia. Parla egli consigliato dalla paura? Non si può asseverarlo; egli ammette solo· le verità assolute, separa seriamente la filosofia dalla storia, dalla morale, dalla politica, e -poichè la religione deve su•bire la sorte della storia, della morale, della poJ.itica da lui disdegnate e non negate, a buon diritto egli la colloca tra le cose non matematiche. Egli è sì conseguente nel mettere a fascio la religione con tutte le sci~mze morali che nella stessa morale che egli deve pur professa:re oome uomo e come francese, nella terz.a parte del suo discorso sul metodo dove dubita di tutto, egli dichiara che per non rimanere irresoluto nella sua azione si forma una morale provvisoria, che consiste: "1° nel seguire le leggi, i costumi, la religione del pae-; « se in cui si è nati; 2° nel ,r,imaner fermo quanto è pos- « sibile nelle opinioni a:dottate, qualunque sia l'ev-ento: « 3.0 nel tentare di vincere sè stesso piuttosto che la
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