Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

550 GIUSEPPE FERRAR! classicismo si sviluppa senza prodigj, senza magìa, riduce l'intervento div,ino a una semplice apparizione, a un sogno: schiva i castelli, le cattedrali, le croci, i cimiterii, gli spettri e quanto richiama il feudo e la chiesa. Non penetra là dove regna la fede, sconosciuto nell'antichità che cantava le propriie credenze, estraneo nel medio~evo riservato a Dante; si propaga difficilmente in Germania, in Inghilterra, dove ferve il protestantismo ed è sbandito dalla Spagna assolutament,e cattolica. Insomma esso suppone il cristianesimo respinto dalla vita, e non combattuto dal pensiero; quando è combattuto, il pensiero rienl,ra immediatamente nel suo secolo, nella sua patria; ·non si oela nell'astratto, non evoca divin'ità più anLiche, non fugge Jebovah invocando Giove; in una parola non si .ferma più a mezz'aria in un falso artificiale, non ha più ragione per disconoscere un -cielo che l'infastidisce nè una terra che finalmente si rivela. La metafisi-ca del risorgimento si avviticchiò all'innocente dassi'icismo e riprodusse le sue eterne contraddizioni per disegnare una religioQe astratta, che poteva essere cristiana e pagana. Ma quale ne fu il successo? , dobbiamo noi interrogare P,etrarca, che scrive di filosofia? Sarebbe crudeltà; il cantore della vita rende ortodossi gli antichi; c-iooronianarrnente cattolico, celebra Ja grandezza e, l'umiltà, la glo:r.iae l'oscurità; nella stessa pagina, nella stessa linea aimmira Cesare e Bruto, dirige pompose felicitaziioni ai prindpi, ai tiranni, ai signori, ai cospiratori che si scannano a vicenda; è l'amico di Francesco Carrara che a,ssassinava lo zio, è l'amico di Matteo Wsconti, ·poi di Giovanni e Galeazzo che avvel-enavano Matteo, è l'amico di Bernabò Visconti, poi di Galèazzo che tradiva e imprigionava Bernabò, è l'amico di Col,adi Rienzi che insorge contro il papa, del papa che imprigiona Cola di Rienzi; guelfo, vive protetto dai ghibellini e la sua filosofia è dedicata al traditore Corregg.io. Aima·J'ItaHa, l'adora. Ma che vuole? Traibocca d'affetti e di parole sulla grandezza d-i Ro-

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