Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

548 GIUSEPPE FERRAR! minaocie e si ferma dinanzi all'antica patria che non assale colla forza nè colla cospirazione e non deve la sua moderazione ad una equazione o ad un sillogismo ma a' suoi stessi antecedenti istorici per cui l'espulsione dal cielo, il sacrifizio di Abramo e tutta la storia degli Ebrei impongono di lasciare a Cesare ciò che è di Cesare e vien pure da Dio. Il cristianesimo non impegnavasi d'altronde in akuna tesi, in alcuna antitesi. Ne sia testimonio la somma ignoranza, J'estrema inferiorità de' Padri, ove si paragonino come metafisici agli antichi maestri ed e.roanoot.timi fondatori di religioni precisamente perchè ipoco iniziati nelle teorie filosofiche. Non affi-dava:nola salvezza nè al v.erbo, nè ad alcun sistema in particolare, ma prendevano all'ingrosso il •rivelato, e non mai il pensato, il supposto, il dedotto, quanto apparteneva a,ll'impossibile. Quindi non credevano al verbo nè come Platone, nè come Plotino, non credevano alla libertà come questa o quella scuola, non a-ooettavano la virtù come Zenone o come Diogene: ma scorrevano sulla rivelazione naturale, vitale e morale del genere umano;· la travolgevano ove faceva d'uopo, nel soprannaturale, ed anche sconvolgendola n{)II1cessavano di presentarla come una serie di fatti positivi e reali. Se le diverse sette del cristianesimo vengono alle ·prese, senza dubbio il metafisico sarà servo del teologo, l'amico dell'impossibile gioverà all'wmi,codel mira·colo: ma i·n fondo la discussione religiosa resta religiosa, oppone fatti a fatti, rivelazione a J"ivelazione; il perchè ogni lotta religiosa è la guerra civile del,l,acristianità. Da ultimo, il cristianesimo e lo stesso cattolicismo toller-0inonel loro seno la metafisica: e -come potrebbero proscriverla? Essi sono la rivelazione, sono il iprodigio, sono il mi,racolo e il fatto; e purchè l'apparente sia rispettato, riverito, comentato alla maggior gloria di Dio, non si teme la discussione metafisica e i'l miracolo si rassicura finchè non ved<t: fuori di sè se non l'impossibile ..

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