Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 545 CAPITOLO III. r_;A SCONFITI'A DEI METAFISICI. Riassumiamo le aocuse de' Padri della chiesa contro i filosofi della Grecia, traduciamole r1el nostro linguaggio e spiegheranno la vittoria dell'idolatria cristiana. « Voi volevate, » direbbero i Padri ai filosofi, « sotto- (< porci aUa rivelazione ineffabile della vostra estasi, « noi abbiamo preferite le allucinazioni della Bibbia, che « potevano raccontarsi: voi volevate ingannare coll'e- " qùivoco del simbolo, noi abbiamo preferito l'errore (< involontario di un popolo. Voi volevate rimescolare (< tutti i simboli con un procedere mezzo erudito, mezzo « critico, e lontano da ogni regola, noi abbiamo ac- « cettata una tradizione, una, coerente, semplice, che « ,risaliva arditamente a Dio senza smarrirsi nella notte « de' tempi primitivi: il vostro verbo si faceva carne « in un delirio scolastico, il nostro verbo si faceva carne <( nel delirio di una gente che attendeva il Messia. - « Il cristianesimo ha fatto quanto volevate tentare, ed « ha evitato ogni vostro errore. E~o ha dato l'estasi, « meno l'ineffa:bilità, che la distrugge, ha dato i s,im- " boli naturali, senza ricorrere alle finzioni, che di- " struggono ,il simbolo. Ha dato il bene di Platone, per- " sonificato nel Cristo, l'uomo-Dio vivente nel Messia, <( il mondo invisibile che corrisponde all'aspettativa di <( Socrate, la repubblica della. Chiesa che reca m atto « la .repubblica di Platone: e dappertutto si è sottratto <( alle antinomie della critica con un fatto positivo. Esso « ha opposto alla legge, ai magistrati, alle legioni, ai (< prefetti dell'imperatore, a tutti i fantasmi della giu- " stizia antica, Ja vera legge, i veri magistrati, le vere « legioni, •la vera ,politioa, in una pa.rola, il sacerdozio, <( ehe disponti d_itutto l)tlrchè pensa solo al vero, e non " è dom~nato se non da1l'intieresse del vero. Tutto era ..

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