544 GIUSEPPE FERRARI te, la salvezza individuale nelle regloni della morte. Pertanto lasciavasi ia terra ai signori della terra, rispettava.si l'antica •patria rispettata da Socrate, e dal momento che si subordinava aill'estasi la salvezza trasmondana, l'impossibile metafisico diveniva eguale al miracolo, la filosofia diveniva religione, ed i redenti più non erano di questo mondo nè occorreva che lotla:ssero coi regnanti. Il perchè :rivoluzionaria nell'intento, la filosofia alessandrina rappresentò di fatto la pitl grande tra .Je reazioni e ristaurò gli idoli sprezzati, i templi deserti, un culto anliquato, credenze impossibili. Prelendevasi togliere la contraddizione tra la souola ed il popolo, la si voleva togliere col simbolo, e il ,simbolo, equivoco di sua natura, a doppio senso, era la stessa contraddizione di due dottrine opposte, J'·una secreta, l'altra profana. Nel momento in cui il sommo pontefice dell'universo voleva riunire l'umanità, nel momento in cui Porfirio voleva esereitare il sacerdozio universale, nel momento in cui Giuliano prendeva la difesa della filosofia, questo sacerdozio, questa filosofia non fondavano in realtà se non il regno dell'impostura; la nuova propaganda era la propaganda dell'antica conquista. Così nell'estasi il demone di So- , crate si divinizzava. abbraociando l'universo, il felice inganno a cui Platone voleva subordinata la sua repubblica si estendeva al genere umano, la speranza o piuttosto la disperazione, che .riduceva Platone a non attendere la sua repubblica fondata se non da un tiranno, conduceva i sooerdoti dell'universo nella reggia di Cesare : e se fosse stato concesso alla metafisica di recare in att-0 l'estasi inane della scuola, i sacerdoti div-entavano esseri soprannaturali, ~aumaturgi, più che vicari di Dio.
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==