Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

• FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 541 la causa dell'oppresso, o l'opprimeva imitando il fato della conquista colle sue teorie. La. religione soocombev.a al iprogresso dei popoli; tutte le patrie dell'antichità erano affrante; la conquista romana ravvicinava, affratellava brutalmente tutte Je genti; lo scompiglio del mondo antico, la cresoente -rivelazione, funità di Roma mostravano urgente di cercare una nuova patria all'uomo che sfuggiva al dooninio degli antichi Dei e degli antichi signori. M.a ad ogni passo, ad ogni •prog1,essola filosofia si irrigidisce -nelle contraddizioni dell'ordine, del bene, della -ragione, radicata nel campo de-ll'impossi:bile, ognor più affievolita, ognor più lontana dal genio di Socrate, ognor più convinta che non le è concesso abitare la terra. Nell'ultimo periodo della filosofia greca i filosofi vedono scosso il mondo da una religione imminente; pensano di imitare i iprofeti, e questa volta affrontano alla fine il ,problema della loro propria impotenza dinanzi al genere umano. In qual modo iI filosofo potrà agire sugli uomini insensibili al vero? che devesi pensare de' miti sì strani e sì ciecamente adorati dai popoli? Ecco le questioni. I neopitagorici danno risposte confuse; Filone è men vago, i neoplatonici, che sono precisi, esprimono l'ultimo pensiero della metafisica sui destini del genere umano, per cui riconosciuta l'impotenza dei di'scepoli di Socrate, ammesso che il regno della ragione sfugge .al Dio_di Platone, al Dio di Aristotele, alla voluttà di Eipicuro, alla volontà di Zenone, aU'apatia degli scettici, esplorate le contraddizioni che sorgono molteplici, che nessuna scuola può vinoere, si cerca un nuovo trovato, una nuova soluzione che abbracci d'un tratto tutte le antinomie, un'arte che sciolga d'un tratto il duphoe problema della metafisica e della sua influenza. Non si accusa la metafisi-ca, si accusano ancora i metafisici, e il nuovo trovato consiste nell'estasi, cui si affida la doppia equazione dell'universo e dell'umanità. D'indi in primo luogo la filosofia alessandrina, in secondo. luogo l'azione sua nel mondo.

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