FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 539 - da un Dio trasmondano, intenta ad un bene fantastico, sottoposta alla favola di Er l'armeno;. vi si insegn,ano altre favole, i' filosofi vi fanno da pontefici, vi ingannano i cittadini onde meglio governarli, e la metafisi,ca, aooottando la necessità dell'inganno, accettava, senza volerlo, Ja mitologia e lasciava il mondo agli antichi ponLefici. Chi poteva ingannare meglio di Omero? In ogni :teoria il discepolo estende la rivelazione del maestro compromettendola, esagerandola, svolgendola colla metafisica. Così nel mentre che il maestro si limitava a combattere la cupidigia, colle sue equazioni morali egli giunge a sopprimere la proprietà. Bastava a Socrate che Ja donna fosse riabilitata e più degna dell'uomo, ma Platone proclama la comunanza delle donne conguagUando i sessi quasi che il mondo fos,se abitato da esseri astratti. Finchè il maestro reolamava che l'educazione assecondasse le vocazioni, che il governo fosse confidato ai migliori, che gli offici • fossero dispensati ai più degni, ogni cittadino poteva ascoltarlo; ma quando il discepolo scorre coll'idea del bene all'educazione comune, all'abolizione della legge, al regno dell'unica morale che vegli.a sui pensieri, sulle intenzioni, sovra ogni cosa senza il vincolo di alcuna legge politica, eccoci in una città che non è città, con mura di v-etro, con abitanti diafani come le ombre, con instituzioni aeree. Non basta: come viv-ranno le sue ombre senza nozze, senza proprietà, senza leggi? chi le nutrirà? chi coltiverà la ter.ra? come sta.ranno nel mondo in mezzo alle altre città? Si ponderino queste istanze, non come obbiezioni che poco qui importa il confutare o l'argomentar-e, ma come problemi che iI filosofo non .può pretermettere, cui deve una soluzione e coi quali viene condotto eg,li stesso a misurare le proprie forze a fronte delle altre genti. Platone che è grande appunto perchè segue ·risolutamente ogni sua deduzione, nutre le sue ombre lasciando la terra, la proprietà, la famiglia, la ricchezza alla oasta deg,radata degli agricoltori, cui conoode quasi tutte le
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==