Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

536 GIUSEPPE FERRARI del capo che non sa dominare l'esercito? Se volete che l'educazione frutti, vegliate sulle vocazioni, seguitele, assecondatele; ad esse la natura confida ogni arte, ogni invenzione. Imitate Sparta nel riabilitare la donna; essa è ragionevole, e se avete la sua amicizia sarete del doppio più forte. - Ma la metafisica s'impadronisce . di Socrate, lo obbliga a dimostrare la potenza del vero; a guadagnare al vero quell'avventuriero, a cui i sofisti insegnavano che ogni errore può servire di patria ed aooingendosi all'opera egli lo applaude di cere.are il proprio interesse, lo ,prega d'assicurarlo sul vero: chi è interesato ad ,ingannarsi? Gli di,ce di darsi al lavoro, perchè il lavoro è utile; gli consiglia di esser temperante, perchè la temperanza, ·regolando i piaceri, favorisce il nostro interesse; lo spinge ad acquistarsi degli ami.ci, perchè ogni amico è un difensore; nello stesso tempo la sua forza vitale sfugge all'i-qsidia dei sofisti; perehè egli ·non sa la verità, ma la cerea; non istruisce, ma interroga; non insegna, ma fa partorire le menti. Vedetelo, è in piazza; il suo occhio splende, il suo gesto s'anima, i curiosi si fermano; egli accosta il devoto che porta la sua offerta al tempio, l'armaiuolo che ripulisce le armi, Alcibiade che s'a:bbandona ai pia.ceri; , ' il dialogo comincia da-gli interessi più vulgari e scompiglia le idee di chi vuol corrompere gli Dei o sedurre gli uomini, e si scorge che l'antica moralfii è immorale, che l'antica religione è impostura. L'amicizia di Socrate trasJorma i costumi, mina,c-cia l'antica patria colla superiorjtà dell'ironia, colla dialettica dell'interesse, che svela dappertutto, nei templi e nelle case la felicità fondata sul falso. Ma la metafisica chiede se il vero è potente, se la natura non favorisce l'inganno; e il filosofo, condannato a rispondere metafisicando, deve dedur.re dalla propria mente, dalla propria vita l'equazione dell'universo; deve dichiarare che la sua ragione, è la ragione del mondo, che la natura obbedisce alle sue aspettative, e che se i suoi nemici prevalgono, la provvidenza lo farà salvo nella vita o nella morte. Qui

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