532 GIUSEPPE FERRAR! latore. Talete non discopre l'equazione dell'universo, ma scopre i fenomeni dell'acqua; Anassimene osserva quelli dell'aria, Eraclito quelli del fuoco. La scuola di Elea irivelava l'essere, Democrito l'atomo, Platone il genere, Aristoti.Je }''individuo. Zenone appTOfondava i fenomeni della volontà, Epicuro quelli della voluttà, Plotino quelli dell'estasi. Si segua passo passo la filosofia, si vedranno i progressi della rivelazione che si estende: ,presso Descartes troviamo la rivelazione del pensiero; Locke è il rivelatore della sensazione, Knnt delle antinomie intellettuali. Gli astrologi apprendevano l'astronomia cercando la sorte dei mortali negli astri, istessamente la metafisica apprendev.a la scienza cercando c-iòche sfugge ad ogni ricerca. L'errore era nella preoc-eupazione che fissava nell'aria o nel fuoco o nel genere o nel•l'individuo o in un qualsiasi fenomeno l'apparenza prima dominatrice di ogni spiegazione. La sterilità era nello sforzo, che dimandava al principio ammesso l'equazione dell'universo; sterilità che, d'altronde, ingrossava colle contese i,l tesoro delle contraddizioni, .preparando il giorno in cui, vinte dal proprio numero, sarebbero generalizzate e riassunte per precludere ogni adito al divagare dei solitari. Ma la ve- ' rità SOl'gevanel fenomeno scoperto, proposto qui\l principio primo, che serviva c-osì di crit-erio a sè stesso, e che doveva poi irimanere quello che e·ra, ed essere quello che appariva. Hannov,i adunque due cose distinte in ogni metafisico, in ogni filosofia, e in generale nella storia della filosofia. Havvi l'errore sterile: havvi la rivelazione crescente : havvi la metafi>sioa;che non ha mai regnato e mai · non regnerà, e che sarà sempre ostile alla scienza: havvi 1a scienza stessa, che si svolge, che si rivolta contro la metap.ska, che :reola:ma il suo essere, il suo &pparire, e che combatte Ja religione per propagare l'umanità.
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