Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 531 dificano la civi,Hà; in una parola, rimane incontestabile, che la religione è sociale, la metafisica solitaria. L'accusa de' teologi si ripete dai fisici in altri termini: Bacone accusa i metafisici di cercare l'eleganza, non la veri là, di costruire il mondo colle categorie, <l'appagarsi di parole, di trascorrere in vane ipotesi, d'e:-sere venduti, corrotti, prostituiti alla potenza, alla rice!1ezza, all'autorità; e poteva dire più schiettamente, d'essere schiavi volonfari della religione, nemici ost"nati della scienza, superbi disprezzatori del popolo. Solo bisognava riconoscere la causa prima di questo continuo errore attraverso le categorie, le ipotesi, il senilismo, le querele interminabili e inulili alla società; la qual causa sfugge ai fisici quanto ai teologi. Ciò Ì"erchè i fisici conquistano il fatto materiale senza poterlo difendere, senza conservarlo; conquistano la natura, e dimenticano il pensiero; non sanno estendere la rivelazione ai congegni della mente umana; non l'eslenctono alle origini delle religioni, dei governi, delle leggi; non abbracciano la società; sono operai, non architetti; materia, non principio del sistema sociale. Quindi respingono fieramente la metafisica, che disprezza la brutalità dei loro fatti, m·a non la soppiantano, non rovesciano le religioni, rimangono mero specialità e possono essere detti uomini di scienza senza essere gli uomini della scienza. Posto che la metafi-sica sia l'intermediario eternamente inutile tra la religione e la scienza, convien riconoscere che la sua missione nel mondo fu di scoprire le antinomie delle cose e del pensiero, e nel tempo stesso di svelare a poco a poco le diverse regioni della rivelazione naturale. Per sè stessa cercava la soluzione di contraddizioni eterne ed ogni suo addetto, per discoprirla proponeva un mezzo qualunque sfuggito alla penetrazione degli altri, e lo off.riva come un'invenzione per fermare l'antinomia. S'ingannava nell'intento prefisso; ma il mezzo proposto era una rivelazione e per tal guisa ogni gran metafisico era rive-

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