Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

530 GIUSEPPE FERRAR! esseri privilegiati, sfoggiano i lunghi studi, il linguaggio tecnico, la sottigliezza perseverante del riflettere, e van superbi della loro solitudine. Miseri pretesti ! La metafisica aspir.a al dominio del mondo, tale è la sua pretensione; se non vinoo la religione, è vinta: perd1è dunque la vediamo eternamente sconfitta? Perchrè il popolo non l'intende? Spetta ad essa di giunge.re fino al popolo, il quale reca in atto le teorie de-i fisi-ci più sagaJCi,dei matematici più astrusi. Aocordasi che lametafisica deve essere coltivata dai metafisici, come la chimica dai chimici; si lascia ad ogni dotto· il monopolio inevita•bile della sua specialità: ma si obbedisce, si aocettano le invenzioni, si applicano le più difficili scoperte. Perchè non si applica la metafisica'? Essa non è nè più difficile, nè più complicata della religione, reclama minore studio, ma non è positiva come la religione, e deve rimanere nel vuoto. Questo le dissero a buon diritto in due lingue diverse i teologi ed i fisici. I Padri ,l'accusarono per tempo d'esser varia, inconsistente, contraddittoria ne' suoi sistemi; dicevansi unanimi essi per la fode, infallibili, mentre le scuole filosofiche predicavano or l'acqua, or l'aria, ora il fuoco, or l'idea, or l'essenza, senza tregua nè posa, alle loro mutazioni. Che poteva rispondere la metafisica, condannata ad un continuo errare •ia' suoi capi, sempre solitari, senza tradizioni, confinati nelle antinomie, le quali spingevanli a cercare un vero ch'era impossibile ,a scoprirsi? i Padri, i dottori, i teologi muovono a nausea quando vogliono trar.re dalle variabilità delle opinioni filosofiche la necessità di Mcettare la loro favola; sono strani, quando si pretendono infallibili per ciò stesso che altr,i erra, quando si vantano esenti da ogni contesa, da ogni inoortezza, essi condannati a contese eterne, e rappresentanti di seguaci che si maledicono, si combattono e si abbruciano a vicenda: ma resta incontestabile, che Ja favola religiosa riunisce le moltitudini, H suo variare fa variare i .popoli, il suo lottare fa spargere ii sangue, le sue modificazioni mo-

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