228 GIUSEPPE FERRAR! gherà Dio :perchè dubita del tempo, dello spazio, del ,mondo; negherà il libro sa,cro per-chè nega l'esist.enza delle cose ester-iori; introdurrà un'eresia nel culto perchè sfugge con una asi,rattezza alle contraddizioni dell'individuo e del genere. La fisica, la storia non raccolgono alcun profitto immediato da tal critica, e il metafi.si,corimane senza influenza, da sua eresia, la sua incredulità •restano trascendenti, e se giova, si è che cessando di essere metafisico, diviene scienziato, oppone fatti a fatti e qual -cittadino, qual uomo, vive della vita generale ed obbliga le sue astrazioni a proclamare la verità della scienza. Ma finchè resta vero metafisico la ;più ardita tra le sue rivoluzioni non toccherà all'impero della religione, e ipotrà restare .pontefice con Empedocl-e, o crede•re alla Bibbia .con Malebranche._ In presenza delle contraddizioni eterne, non si sfiora il fatto, non si dan soluzioni che lo tooohino, spostando ogni cosa, non si sposta la fisica, nè la storia, e si riesce_al lavoro inane di chi agendo nihil agit. Il metafisico trovasi isolato anche dal proprio procedere. La religione è sociale; il suo ministro impara osservando, istruisce perchè è stato istrutto, scopre perchè gli hanno trasmesso altre scoperte. Egli si trova nella condizione del fisico e la rivelazione soprannaturale si stabilisce come la I'ivelazione naturale. Al contrario il metafisico non dipende che da sè stesso, pone da sè il problema da lui creduto solubile, la soluzione non può emanare che dalla sua mente. Chi potrebbe apprendergli se -i:l tempo è finito od infinito, se lo spazio differisce dal oorpo o si confonde colla materia, se il non-io esiste réalmente, se la nostra ragione c'inganna? Nessuno; egli non può riconoscere alcuna tradizione, alcuna autorità: p€nsa, fatta astrazione da tutte le invenzioni, da tutte le scoperte; l'astronomia, la chimica, la fi,sicanon hanno nuHa da insegnargli. I suoi libri non hanno data; oome metafisici, Platone, AristoWe, Spinosa, sono contemporanef o piuttosto non sono di akun'epoca, d'alcuna patria, d'alcuna civiltà. I loro
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