Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

524 GIUSEPPE FERRAR! la natura ostile, a cui l'umanità sfugge per la tangente delle grandi conquisle; J,ehovah ordinava la schiavitù del mondo antico, la voleva atroce, si pasceva di stragi, chiedeva vittime umane sug-li altari di Jefte e di Samuele. Ogni nostro progresso è vera lotta contro di lu,i. Il secondo dogma del cristianesimo, la redenzione, è un privHegio odioso quanto la caduta; noi rifiutiamo il patto di Abramo, noi ripudiamo il sangue di Cristo; a:ppaghi esso l'immane Jehovah; noi non offriamo, non invochiamo il 'Prezzo di alcuna vila umana; comunque s'interpreti, Cristo conferma, compie l'antica legge e conserva l'antica servitù. Credendo alla caduta, non C'Ombatteil Dio della maledizione, gli resta sommesso qual figlio, e imagina di placarlo e di soddisfarlo facendosene schiavo fino a subire l'ultimo supplizio. Il padre aggradisce l'offerta, lo fa crocifiggere dal popolo eletto, poi punisce lo stesso popolo per aver compito il voluto parrici.dio; ed è questo il pBgno dell'era nuova: la maledizione antica deve cessare perchè Jehovah ha oltrepassato la propria ingiustizia punendo il figlio innocente, {luasi fosse l'uno de' figli innocenti di Adamo. La maledizione cessa, ma negli eletti; cessa, ma la giustizia è mero favore; cessa, ma la libertà degli eletti è ol'dinata nel vuoto de' cieli; cessa, ma l'eletto vive di martirio sulla terra, vive nemi,co di sè, -imitatore del supplizio di Cristo, carnefice d'ogni suo isti·nto; e se per ùn istante si ricorda d'esser uomo, perduto per sempre, cade vittima di Jehovah e di Cristo, unanimi nel furore e nella vendetta. Cristo deserta la causa degli oppressi nell'atto stesso che la difende: laooia la terra a Gesare, ai conqu,istatori, ai bal'lbari; non offre altro al povero che la derisione del pane eucaristico; lo santifica, ma lo abbandona affamato alle porte de' palazzi; gli dà a bevere il ;proprio sangue versato dal padre, ma deve lasciar versare -il suo sangue da ogni tiranno. Se egli è luoe, la sua luce sOl'geper illlurninare l'ingiustizia della terra, senza toglierla, senza ailterarla. Quindi i primi cristiani vivono nell'aspettativa del millennio, s'at-

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