Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 521 perehè il commercio e la navigazione fossero impossibili. Lo stesso pregiudizio governa il medio-evo, dove il commerciante è sospetto, l'industriale calpestato e gli uomini medesimi del risorgimento non cessano di ripetere che la ricchezza genera il lusso, e che il lusso corrompe •la società. Tutta la sapienza antica lottava contro le so;rgenti delle ri,cchezze; aborriva la libertà dell'artigiano invocata dai moderni; i .proletari dell'antichità dimandavano il diritto all'ozio; panem et circenses; nel mentre che J'operaio moderno vuol vivere 1avor.a.ndo, o morire combattendo. Gli antichi non cr-edevano neppure all'inlielligenza dell'uomo, riputando l'umanità decaduta propensa al male, predestinata alla guerra ed alla infelicità. La riabilitazione era opera eccezionale che non si aUuava se non per mezzo della casta o dell'individuo, e tanto l'una che l'altro supponevano la moltitudine incapace di governarsi, ed eliernamente confidat.a alla tuliela dei legislatori. D'indi le funzioni distribuite, fissate; ogni industria confidata ad una tribù; le magistrature confinate nella cast.a privilegiata, dove la famiglia, l'eredità, l'educazione continuavano e perpetuavano il secreto della redenzione eccezionale. Quando la casta si scioglie, la riabilitazione rimane un privilegio individuale e s'inviluppa nelle tenebre dei sacri misteri; P•itagora esige dall'iniziato un silenzio di cinque anni; dappertutto la verità prende il velo dell'allegoria e ,rimane un secreto da non comunicarsi al profano, al popolo. Nessuno crede alla forza dei principj e quando Platone traccia il disegno di una rBpubblica, dichiara anticipatamente che il volgo non lo intenderà; non ispera che il suo concetto ,possa attuarsi; il suo disegno stesso suppone che il popolo non saprà mai ,governarsi._Se egli spera, spera in favore della casta cui affida la sua repubblica; se orede all'attuazione del suo disegno l'attende solo da un tirainno, che il caso renderà filosofo. Stabilita poi la repubblica, egli non si lusinga di vederla durare, malgrado l'esperimento della felicità e ci dice in qual modo si

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