Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

518 GIUSEPPE FERRARI Il cielo cristiano è La terra; i beni vaghi e indefiniti promessi da Cristo sono i beni dell'avvenire, che nessuno può nominare. La risurrezione si compirà nella vita, il premio non sarà nella morte: la riconciliazione del sacrifizio sarà un fatto di continuo offerto e inutile; che Ja solidarietà universale degli interessi provoca la fratellanza, e ne elide il sacrifizio. La fede cristiana è stata. .il simbolo della nostra fede nell'umanità che ci deve sostenere nell'azione, che ci inspira, che non aspetta mercede, nè dimanda se il bene sia possibile. La Bibbia è il simbolo della nostra Bibbia, ,della storia ideale dell'umanità, che trovasi in potenza dovunque havvi una famiglia, che svolgesi identica dovunque scorre il moto dell'umanità, e che conduce all'apocalisse dell'associazione universale. La •chiesa rappresentava Cristo, ne perpetuava la vita, la predicazione, la tpropaganda; amministrava i sacramenti e dispensava la grazia. Noi siamo la nuova chiesa, la rivoluzione è il nuovo Cristo, la nuova umanità: dovunque atppare, la sua propaganda si attua colle opere, che si sostituiscono alla figura de' sacramenti. Il nostro battesimo è il battesimo del fuoco; nessuno , s'inganna sul gio:mo e sull'ora in cui lo rioeve. La nostra confermazione si attua nell'istante in cui il battesimo ~ messo aUa I}rova, e in cui dobbiamo richiamarci la fede promessa. La nostra confessione si fa d i,nanzi al sommo pontefi,oe deHa nostra coscienza, all'esempio di Rousseau e di F,rankHri. L'eucaristia è •per ,noi l'agape, il banchetto; là si comunica materialmente e spiritua.lmente, là ogni uomo dimentica la sua persona, e vive della vita di tutti e per .presenta,rsi al banchetto convien essere battezzati, confessati, iprepariti; senza di ciò non si celebra che un'orgia dell'antica società. Il nostro ordine ci vien dato dalla vocazione natura,le, dalla nostra ispirazione congiunta colla scienza.

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