516 GIUSEPPE FERRARI una ·guerra disperata contro l'azione, il pensiero, l'intenzione, Ja natura d'ogni uomo. Inerme, egli è pago di consigliare, ma il suo consiglio a'Ccende i roghi; disarmato, si limita ad additare lo scandalo, ma la sua delazione è una sentenza di morte; egli non porta la spada, ma consegna al braccio sooolare le sue vittime; egli rifugge dal sangue, ma spinge i re alla crociata: eg,Iinon combatte, ma il cristianesimo è una guerra conti·nua contro gli ariani, contro gli ebrei, contro gli eretici : il mondo pagano è vinto dal ferro e dal fuoco; il mondo idolat.ra dell'America è trucidato in nome di Cristo. La chiesa non è di questo mondo; ma consiglia la fede, e ogni guerra è una guerra della chiesa: la chiesa lascia a Cesare ciò che è di Cesare, ma Cesare dev-eessere cristiano ed è Cesare ogni condottiere, ogni barbaro che serve gli interessi deHa fede, e spetta al papato il distribuire le corone dei re. Così il Dio cristiano è i,l piu ragionevole e il più malefico tra gli Dei: H miracolo cristiano è il più umile e H più temerario tra i miraooli: la favola cristiana è fa più moderata e Ja ·più audace tra le favole: l'autorità che fonda è la più mi-te e la ipiù spietata: la dominazione che consacra è la più doloe e la più tèrribHe, perchè si estende al pensiero. CAPITOLO V. LA DECADENZADEL CRISTIANES:EM:O. La rivelazione naturale ha definitivamente oondanrmta la rivelazione cristiana e da tre secoli si manifesta. nel mondo una nuova verità, una nuova vita, una nu()- va morale; triplioe manifestazione che di-strugge l'antiea r•ivelazione. La nabura esplorata dalla fisica più non può essere il teatro della redenzione cristiana. Quell'Eden, ,1uegli •
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