FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 513 ra della moralità e dell'inspirazione. Quando si dimandano prodigj a Cristo, egli si sdegna, vuol fede, dispensa la grazia, non i.I miracolo. Pure essen.do egli una persona, deve lascia.rsi piegare dall'orazione; intèressarsi all'uomo, lottare contro la natura, accordar'3 i miracoli che reclama il principio stesso di una rivelazione soprannaturale. Di là tutti i miracoli della Bibbia, i mille miracoli del vangelo, le leggende dei santi, in cui si accordano le prove disprezzate dalla fede, i piaceri vilipesi dall'ascetismo, e benchè ristretto a dispensare i prodigj della grazia, Cristo li unisce agli incanti materiali dei saicramenti; e la sua redenzione si• ferma là dove più non s'intende la vibrazione meccanica della sua :parola. ,Le regioni non visitate dag.li apostoli non sono redente, quelle in cui gli apostoli si siabiliscono seguendo i casi del commercio e della guerra, trovansi rigenerate dall'aocident,e della loro presenza, ed il miracolo aHernativamente rifiutato ed accordato, temuto e ammesso dal cristianesimo, finisce coll'essere il più assurdo tra gli incanti. Non è visto, e bisogna accettarlo; non è verificato, e bisogna riconoscerlo: il battesimo non ci muta, eppure dobbiam crederci rigenerati dalle sue aoque; l'eucaristia lascia il pane e il vino quali sono, ma il credente deve a.mmirare il :prodigio invisibile della carne e del sangue, deve vederlo. La chiesa non si cura delle cose-0.elmondo, più non feNna il corso del sole; eppure le nostre azioni dipendono dalle sue operazioni invisibili e dobbiamo attribuir.le le nostre vittorie, le nostre sconfitte; ogni evento esprime Ia volontà divina. Il mondo finisce per divenir magico, benchè Cristo abbia rinunciato alla magia. Il miracolo genera la favola. Malgrado il rispetto del cristianesimo pér i fatti, si sviluppa coi miracoli visi·bil.io invisibi,li, dunque deve coordinarli, collocarli nella storia, e quanto più Ja storia è rispettata, tanto più il miracolo infinito di Cristo la falsa in ogni punto. La chiesa condanna ½'antichità ad inchinarsi dinanzi 32
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