510 GIUSEPPE FERRAR! dato ottimi consigli per procurare artificialmente il delirio della religione. Nel medio-evo la magìa, sorgendo dalle tradizioni pagane ed imitando il cristianesimo nel suo sviluppo, dava anch'essa la prova del delirio alle sue dottrine. AndavaJSia:l convegno delle fate; e chi non potrebbe andarvi ? Le porte del.la tregenda sono ancora ,spalancate, non havvi alcuno che non possa prender parte all.a festa, basta pr,endere l'oppio, l'haschisch o la belladonna. Pietro de Lancre ci ha trasmessa la ricetta del diavolo, dove si trovano la cicuta, il giusquiamo, lo stramonio, la mandragora, il sola:stro furioso, il corniolo sanguigno, cioè le sostanze in oggi riconosciute le più atte a ,riprodurre la visione. L'iniziato si ubbriacava, credev,a di andare in tregenda; la sua fede nelle fate si confermava con una prova assolutamente materiale: come poteva dubitare della tregenda, poi.chè vi si .recava? I deliri delle pitonesse, i sogni nelle sacre · caverne -non avevano altra origine ,che il desiderio di entrare nel regno d~i miti, e il mistero inesplicabile di una natura antimeccanica che si rivela in noi quando sono sollecitate le forz,e deNa vita. J3J noto che presso i barbari si rispettano i pazzi oome innocenti che Dio protegge; essi sono visitati da:lla visione, sono supposti in rapporto col mondo dei misteri. In somma la prova del soprannaturale si compie nel sogno, nell'ebbrezza, nel ,sonnambulismo, nell'aUucinazfone e nella visione, e l'uomo, trasportando fuori di sè J.a ipropria ragione, la rende ebbra, vaneggiante, visionaria. La menzogna avvalora tutte le rivelazioni soprannaturali. Nel secolo decimottavo accusavansi troppo i sacerdoti d'impostura; non s'intendeva a dovere la fatalità dell'errore relJ.igioso;in oggi, per un eccesso opposto, si giustificano le religioni, e i filosofi' son troppo riconciliati co.ll'errore. Ma egli è certo che la menzogna ha regnato lungo tempo sul genere umano, regna ancora, ha sostenuto una parte in tutte le religioni; presso gli antichi gli oracoli attestano l'impostura per, manente ·ctei sacerdoti: quando nascondevansi dietro
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