Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

GIUSEPPE FERRAR! CAPlTOLO III. OGNI F.SREJ:E f~ PE!l SÈ STESSO CON•TRADDITTORIO. Non solo l'aHerazione viola la logica, non solo i rapporti tra le cose :;ono conLraddittorii, ma ogni cosa prima d'aHerarsi e isolatamente considerata, contiene già la contracldizionc nel fondo del suo essere. In che.consiste la cosa? Da un lato forma un oggetto unico, un es8ere indivisibile, individuale, è, come dicevano gli scolastici, un'ecceilà; l'albero è sempre uno, nel tronco, ne' rami, nelle radici, in ogni sua pa.rte. Dall'altro lato, la cosa si compone ,di varie parti, l'albero può essere scomposto; possiamo separare le foglie dai rami, dal tronco, dalle radici, e spingere la divisioue fin dove vogliamo. Ora, pcrchè la cosa fosse un oggetto logico, bisognerebbe trovare l'equazione tr.a il tutto e le parti, in guisa che l'unità del complesso fosse eguale alla somma degli clementi multipli che lo costituiscono. \Ifa ]',equazione del lutto colle parti non si avvera mai· il tutto è sempre maggiore delle parti. Dov'è l'essere che vive? Nel cuore? nel c,ervello? nei nervi? nel sangue? J<Jgliè in Lutti i suoi organi e, di più, è vivente. L'albero, il fiore, il minerale hanno una vita come l'animale, e l'unità di questa vita non si trova mai nelle loro parti integranti. Poi, per il tutto ogni cosa è una, per le parti è multipla: in qual modo l'unità può trovarsi nel multiplo? in qual modo gli elemeoti multipli pos~ sono riunirsi in una cosa una ed ind'ìvisibile come la vita? Non v'ha equazione; il passaggio dal tutto alle parti è una vera contra:ddizione. · La contraddizione dell'uno e del multiplo passa dalle cose sensibili alle nostre proprie astrazioni. Osservate i numeri dell'aritmeti,ca: ogni cifra differisce dalle unità che la compongono; il dieci è altro che dieci unità, .,

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==