496 GIUSEPPE FERRAR! della rivelazione, ne scandaglia la profondità, diviene rivelatrice. Il momento della scienza giunge quando l'equivoco che confonde le contraddizioni eterne colle contraddizioni positive scompare: allora la rivelazione è intera. Non che sia compiutamente esplorata, non che si possa esaurire il suo insegnamento, non che l'errore diventi impossibile; ma di ogni fatto si conosce m primo luogo l'apparire, in secondo luogo il contraddirsi: quindi nota è la doppia imperfezione della religione e della metafisica; sappiamo per,chè la religione s'inganna, perchè la metafisi.ca si smarrisce; sappiamo che l'apparenza deve regnar sola, e che la contraddizione eterna ci relega nell'apparenza senza che si possa uscirne. In questo senso la rivelazione naturale è compiuta. I tre momenti sono determinati dalla critica: la religione l'ignora; la metafisica la conosce senza riconoscerne la· forza; la scienza l'ammette in tutta la sua estensione. Noi esamineremo successivamente i tre stadj della religione, della metafisica e della scienza . . ' '
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==