l92 GIUSEPPE FEKRARJ Sarà agevole il distinguere la nostra soluzione dalla metafisica della guerra, che subì molle fasi complicandosi con problemi della storia e della civiltà. Noi non citeremo se non due sistemi, l'uno che giusLifica tutti i conquistatori, l'.allro che giustifica tutti i popoli sconfitti. Il primo parte dal principio che la guerra deve decidere ogni lotta internazionale, che essa sarebbe inutile se non mettesse fine ai conflitti e se il diritto non fosse vincitore. Quindi tutte le vittorie amnistiate, quindi stabilita a priori la moralità del conquistatore, quindi sdegnato ogni sforzo del vinto qual fatto anormale ed i!lgiusto, quindi una lunga serie di ragionamenti in cui la dialettica s'infiltra ne' fatti per mostrare nella fatalità il trionfo dela ragione. Che dire? Si fece del vincere e dell'esser vinto un'astrattezza; e una volta congiunta la vittoria col diritto, si volle mantenere il diritt-0 eterno nella vittoria, e si finì col negare l'essenza stessa del diritto, che consiste nel disprezzare la forza. Qui, come dovunque, la metafisica, animata da un'idea liberatrice, affidandol,aalla logica, rimaneva impotente. Essa proponevasi di suocedere alla religione, voleva trovare nella ragione il prineipio che santificava la vittoria; voleva sostituirlo al giudizio di Dio, per cui nel medio--evola vittoria scioglieva santamente i problemi della c·viltà e riusci a proclamare il diritto della vittoria senza un Dio che lo confermasse, senza il vero diritto rivelato che lo sanzionasse: in fondo, non proclamò se non il diritto della vittoria, poi il diritto del più forte, in ultima analisi il diritto del papa, dell'imperatore e dei re. D'altra ·parte un sistema più generoso afferrava l'essenza stessa del diritto, non teneva conto del fatto, disprezzava la barbara decisione della forz;a, e prendeva le difese dei vinti. Quindi una nuova dialettica che 'dissotterrava i titoli di tutti i popoli sconfitti e disfatti; quindi negata ogni vittoria e a-vviluppata nei cavilli eterni di una ,protesta metafisica,.;quindi messa in dubbio la storia, e la filosofia trasportata fuori del campo dei fatti, dove noi vediamo i vinti domati, di-
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