Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

fl'ILOSOFH DELLA .H.lVOLUZIONE 469 un fatto durissimo. Il paesano che possiede una pMtica di terra è avaro e cupido all'infinito quanto il milionario; anch'esso combatte ,per eternar-e il suo bene nella sua famiglia. Questo mi duole: chi imita il ricco, perpetua ia propria schiavitù, ed è destinato dalle proprie idee a soffrire l'insolenza e la tirannia dell'intero sistema fondato sull'eredità. Ma devesi chiedere l'abolizione 'Pura, semplice, immediata dell't~redità? Noi parliamo d'un ,principio; parliamo del vero, del giusto: gli operatori della giustizia sapranno arrivare a tempo e raggiungere la misura della necessità. CAPITOLO XV. LA SOVRANITÀ. La logica reclama la sovranità, e la rende impossibile. La reclama perchè non si fonda la società senza creare . un-potere infallibile, inappellabile, superiore alla legge, e giudice di tutte le leggi. Se il cittadino conserva il diritto di resistere al legislatore, di protestare contro i tribunali, la società è discussa, assalita, disciolta. Dalfaltro lato, se il cittadino obbedisce, i suoi beni, la sua famiglia, la sua vita sono in balìa del sovrano, oossa di esser libero, è schiavo della SQ!::ietàL. a sovran:.tà distrugge la libertà, la libertà distrugge la sovranità: non v'ha mezzo e questo è, sotto nuova forma, il dilemma della libertà e dell'eguaglianza, della proprietà e della comunanza, del contratto e dei diritti inalienabili. Essendosi' fatto un problema di questo dilemma ne nacque la metafisica della sovranità e cominciava dal giorno in cui la riforma abbatteva l'autorità infallibile, inappellabile della chiesa, ·primo principio della teocrazia e della sovraij.ità de' tempi di mezzo. F.ra ne-

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