Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

464 GIUSEPPEFEBRARI dall'altra, i'ignoranza forzata dei diseredati, la fame del popolo: e metafisicando, diano ragione alla cupidigia. - Una quarta teoria porta il nome di Leibnitz, e vuol lasciare al .proprietario il diritto di disporre de' suoi beni, per non turbare l'egoismo dell'anima sua, che suppone attristata se vedesse il suo avere utilizzato dalla patria. Che dire? Presa per ogni lato, la metafisica dell'eredità è la quintessenza dell'egoismo feudale; rappresenta ora la comunità d'una famiglia divisa dalla socielà, ora l'aspettativa d'un egoista, ora il pensiero di un'anima eternamente avara deJ suo. - L'ultima teoria che meriti di essere richiamata, giustifica l'eredità colla considerazione che devonsi accordare al padre i mezzi di assicurare l'educazione dei figli: e qui il principio invocato basla a distruggere la conseguenza dell'eredità. Che chiedete alla patria? il diritto di educare i fig,li? Educateli; la natura accorda al padre il tempo di sorvegliarne l'educazione; che se egli muore immaturamente? la patria è padre, nè può soffrire che il morto si eterni per costituire un privilegio nell'educazione generale de' cittadini. D'altronde, quando si parla dell'educazione de' figli, si mente, si dà un pretesto, si cerca ben altro: il diritto di educare può trasmettere solo la spesa dell'educazione; quarantacinque franchi al mese, somma vile, derisa dalle famiglie che sorgono dal diritto di ereditare. Così il principio dell'educazione non può protrarre la proprietà al di là della vita del padre, non può sottrarla alla patri.a, all'educazione nazionale; non può sottrarla al dirftto della comunanza, al diritto della necessità, non ,può costituire il diritto di vivere di rendita. La metafisica., sempre confinata nelle sue astrattezze, non poteva nemmeno abolire il diritto di eredità: se lo tentava, cadeva nella nuova astrattezza del comunismo; dopo di aver data la generalità del feudo, dava la generalità della comunanza. Ma quando i beni cadono confusamente nel seno della patria, i diritti si confondono, l'eguaglianza diventa indeterminata; non è più po-

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