Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE stessi. Da Giustiniano ai nostTi tempi non hanno cessato di imporre alla famiglia l'~ducazione cristiana, cost.ringevano i padri a trasmettere ai figli la fede della Bibbia. Se la famiglia cristiana è più elevata, più pura de:lla famiglia paigana, non deve la sua elevazione se non' al giogo del1a comunanza, che aveva più forte, rinunciando a,ldiritto di esporre il figlio, di punirlo colla morte, di sottrarlo ai principj della grande comunanza cristiana. J.l cristianesimo regna più tirannico sulla fa. miglia, che non lo Stato di Sp-arta, ,limitato a volerla nudrita ne' pubblici banchetti, e .pubblica negli esercizi militari, che saranno sempre comuni in ogni civiltà. Il cristianesimo introdusse nella famiglia il sacerdote, nn -giudi'Cea cui nessun secreto può essere sottratto, e da cui dip~mdono il marito, la mog,Iie, i figli: egli può dividere, denunziare, accusare, coi mille mezzi del consiglio, della minaccia, colla legge cristiana e anche colla •legge •politica. Il cristianesimo impose all'amore il tributo, il peso più duro che sia stato concetto dal princi:pio del mondo; ed ora grida libertà, vuole i figli lasciati all'impero de' conjugi, vuol l'educazione libera. Tanto vale chiedere la dissoluzione della comunanza, dello Stato, della società. Da che la bàndiera dell'umanità. cadde dalle mani dei cristiani, spetta alla religione nostra, che si vanta irreligione, di. raccoglierla, d'innalzarla più alta, di sottomettere il matrimonio all'idea stessa dell'umanità, poichè concetto nell'interesse dell'umanità. Quindi ,i ùiritti dell'educazione nazionale sorgono dal principio stesso del matrimonio, autorizzati dagli antecedenti del cristianesimo. CAPITOLO XIV.. L'EREDITÀ. Il diritto di ereditare, vestig.io dell'antica baTbarie, è in confli\k> coll'ideale della legge agraria.

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